Marquez perfetto, Rossi intramontabile. Vinales torna umano

MotoGP Austin 2017 (©Getty Images)

Marc Marquez dominatore di Austin per la quinta volta consecutiva. Difficile spiegare perché lo spagnolo con la sua Honda abbia questo feeling speciale con il circuito texano. Però è una sorta di seconda casa per lui, i numeri parlano chiaro.

Dopo il ritiro in Argentina, il campione del mondo ha reagito alla grande. E’ stato praticamente perfetto nel weekend negli Stati Uniti. Pole position e prima parte di gara gestita dietro al sorprendente Dani Pedrosa, ma poi ha capito che era il momento di accelerare e ha salutato la compagnia. Arrivo in solitaria e ambizioni mondiali rilanciate. La situazione è migliorata per il fenomeno di Cervera, che arriverà in Europa molto più carico e fiducioso. Soprattutto se la Honda risolverà alcuni problemini che i piloti hanno segnalato. Incluso quel Pedrosa che ad Austin è stato finalmente protagonista, ma al quale spesso è mancata continuità.

MotoGP Austin: Marquez, Rossi e Vinales

In casa Yamaha da un lato si sorride e dell’altro invece no. C’è un Valentino Rossi che a 38 anni di ritrova in testa alla classifica del campionato. Un dato che in termini assoluti conta poco, dato che sono passate solamente tre gare e che la stagione è lunga, ma che comunque fa riflettere se pensiamo a come era messo il Dottore nei test invernali e nelle prove libere di Qatar e Argentina. In Texas è stato fin da subito più competitivo ed è partito in prima fila. Il secondo posto è il suo miglior risultato in Texas. Forse nel suo box stanno capendo come sfruttare la nuova M1. Però combattere per il titolo sarà difficile. Solo le prossime gare ci diranno quante chance avrà il pesarese.

Uno che per il Mondiale dovrebbe lottare sicuramente è Maverick Vinales, computer infallibile nelle prime due gare e riscopertosi umano dopo la caduta di ieri. Una scivolata che, a dire il vero, si è poco compresa. Lo spagnolo stava sì spingendo, ma non eccessivamente quando la moto lo ha scaraventato a terra. Qualcosa può aver sbagliato lui, però è un episodio strano. Ad ogni modo, lo zero in classifica è inatteso per uno come lui che stava dominando la MotoGP finora. Sarebbe stato bello vedere un duello tra lui e Marquez ad Austin, ma l’appuntamento è rinviato. Siamo però certi che il 22enne di Figueres a Jerez vorrà riscattarsi.

MotoGP Austin 2017: analisi su Ducati e Iannone

Consistente la gara di Cal Crutchlow sulla Honda del team di Lucio Cecchinello e di Johann Zarco sulla Yamaha del team Tech3 di Hervé Poncharal. Entrambi hanno avuto la meglio su una Ducati un po’ deludente negli Stati Uniti. Ci si aspettava che almeno Andrea Dovizioso potesse essere più vicino a quel podio su cui il team negli passati è salito. Invece il forlivese arriva solo sesto dopo una corsa con poche emozioni. Jorge Lorenzo chiude nono e non può certo gioire, però lo si è visto un po’ più in palla rispetto alle scorse uscite. C’è comunque qualche problema sulla Desmosedici da risolvere. Sicuramente anche i piloti devono fare di più, però anche sulla GP17 serve intervenire.

C’è poi Andrea Iannone, il cui inizio di 2017 è stato sotto le attese. Prime due gare senza punti, un disastro totale. In Texas ha concluso settimo e non sarebbe malissimo, considerando i precedenti GP. Però per il ritmo mostrato in alcuni momenti della gara c’è probabilmente un rimpianto di non essere partito meglio. Inoltre, le ambizioni in casa Suzuki nel pre-campionato erano abbastanza elevate e pertanto la situazione non può soddisfare. Ormai, però, quel che è stato è stato e bisognerà pensare ai prossimi impegni in Europa. Arriveranno alcune piste più congeniali per la GSX-RR.

Da sottolineare il buon ottavo posto di Danilo Petrucci, ma anche il decimo di Jack Miller. Male è andata all’Aprilia, così come all’esordiente KTM. C’è molto lavoro da fare un po’ in tutte le squadre, come sempre, ma alcune devono accelerare decisamente per ottenere risultati migliori.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)