Austin: Direzione Gara spiega la penalizzazione a Rossi

Valentino Rossi (©Getty Images)

La penalizzazione di tre decimi di secondo dopo il contatto con Zarco non ha influito sull’esito di gara di Valentino Rossi. Dopo gli eventi di Sepang 2015 il penalty al Dottore ha mosso diverse critiche. Ma è il direttore di gara Mike Webb a fare chiarezza e mettere tutti d’accordo.

Al decimo giro del GP di Austin il Dottore ha un contatto in curva con Zarco, viene penalizzato di 3 decimi per aver tagliato la curva. Non poteva comportarsi diversamente Valentino, viceversa lui e Zarco sarebbero finiti entrambi a terra. Da questo punto di vista la penalizzazione è ingiusta, ma è pur vero che dalla dinamica dell’azione ha tratto un piccolo vantaggio. La “Race Direction” ha sottolineato che non c’era volontarietà nella manovra, ma ha deciso di ricorrere ad una penalizzazione minima.

Dal canto suo Johann Zarco non poteva essere ammonito in quanto un vero contatto non c’è stato. Sarebbe stato diverso se Valentino Rossi fosse caduto. “Non si può ottenere un vantaggio, lasciando la pista c’era chiaramente un vantaggio, perché si è avvicinato a Marquez. Così abbiamo negato tale vantaggio”, ha detto Webb. “Ma d’altra parte, [Rossi] ha lasciato la pista involontariamente… Chiaramente non è colpa sua se è andato fuori pista. Ma ha anche l’obbligo di non ottenere un vantaggio da questa circostanza”.

Un episodio più o meno simile è avvenuto alcuni giri dopo tra Lorenzo e Iannone. Ma in quella circostanza Jorge non ha ottenuto nessun vantaggio, quindi la Direzione di Gara non è intervenuta. Dopo la gara il campione di Tavullia non ha criticato il provvedimento, ma ha piuttosto puntato l’indice contro Johann Zarco. “Per me il problema non è Direzione Gara, il problema è Zarco”.

Luigi Ciamburro