Alain Prost sogna la F1 maschia degli anni ’80

Alain Prost (©Getty Images)

Promosso questa stagione da ambasciatore al ruolo di consulente senior della Renault,  Alain Prost si è sbilanciato in un primo giudizio a proposito delle regole introdotte con l’obiettivo di rendere la F1 un po’ più frizzantina. E nello specifico il francese si è focalizzato sui motori. Ora sì più potenti rispetto ai 2016, ma ben lontani da quelli da 1400 cv del suo periodo d’oro in McLaren.

“A mio avviso ci sarebbe bisogno di un ulteriore cambiamento verso un aumento della potenza”. Ha dichiarato ad Autocar.  “I propulsori andrebbero semplificati e resi possibilmente meno cari, pur conservando le sezioni elettriche”. Il parere del Professore decisamente in linea con quanto espresso nei giorni scorsi dal boss sportivo della Liberty Media Ross Brawn.

Quindi ricordando gli anni ’80 e i “mostri” che spingevano le monoposto il quattro volte iridato ha aggiunto: “Ogni volta che mi capita di risalire su una di quelle auto, mi stupisco. Non riesco a capire come fosse possibile guidarle. I piedi sono all’altezza dell’asse frontale e se si considera che i tracciati allora non avevano alcun sistema di sicurezza, è qualcosa di pazzesco. Erano veramente complicate da gestire. Ad esempio di recente mi sono messo al volante della mia Renault RE40 del 1983 e neppure riuscivo a ricordare come si faceva. Ero stupefatto. Mi chiedevo “Ma davvero ho guidato una vettura del genere?”.

Infine, pur approvando il progresso Alain Prost si è dimostrato critico verso gli attuali bottoni magici inseriti per agevolare i sorpassi. “Secondo me dovremmo tenere a distanza  tutti gli artifici tecnologici. Nelle corse non funzionano. Non è bello veder azionare il DRS. Gli spettatori sanno che effettuare una manovra grazie all’ala mobile aperta non è nulla di speciale.  Quindi non ha senso. Per fortuna in questo campionato grazie alle novità regolamentari riveste un peso minore”.

Chiara Rainis