Carey ad Ecclestone: “Vogliamo far crescere la F1”

Chase Carey e Bernie Ecclestone (©Getty Images)

Continua a distanza la battaglia verbale tra Chase Carey e Bernie Ecclestone. L’ex patron della F1 che evidentemente non ha incassato bene l’uscita di scena dalla porta di servizio. Apparso nel paddock del Bahrain per verificare di persona l’andazzo il Supremo aveva criticato la nuova proprietà per l’atteggiamento poco indirizzato ai profitti nei confronti degli organizzatori delle singole corse.

“L’unica cosa positiva per tutti sarebbe far sborsare ai promoter molti meno soldi. Io ne ho chiesti troppi per quello che poi ne abbiamo ricavato. Secondo me prima o poi i governi dietro di loro diranno basta”. Le sue parole ai media presenti a Sakhir. “Personalmente ho cercato di gestire la serie con l’obiettivo di accumulare denaro per gli azionisti. Ma la Liberty Media non mi pare stia proseguendo su quella strada. Anzi è più interessata a coinvolgere gli spettatori”.

“A Bernie importava il breve termine, noi stiamo invece cercando di definire lo sport per il futuro”. La risposta di Carey al Financial Times.  “E per creare valore spesso occorrono immediatamente grossi investimenti, in modo da usufruirne in un secondo momento. Per quanto concerne gli accordi con gli organizzatori, non credo ci sia uno squilibrio. Sono stati firmati nel pieno delle capacità di entrambe le parti, per cui non vedo inganni. Quello che sostiene Ecclestone fa capire che il nostro è un approccio intelligente. Di costruzione per il domani. Investire non significa non pensare ai profitti”. Ha quindi concluso il neo CEO.

Intanto in queste ore il direttore commerciale della Liberty Sean Bratches ha annunciato la partnership con la CAA Sports. Agenzia americana che dovrebbe aiutare la F1 ad attrarre sponsor provenienti anche da mercati inediti per la massima categoria a ruote scoperte. “Abbiamo un piano ambizioso che consiste nello sviluppo di opportunità di coinvolgimento rivolte ai tifosi di tutto il globo”. Ha confermato lo statunitense alla Reuters.

Chiara Rainis