Valtteri Bottas: la dura legge del secondo

Valtteri Bottas (©Getty Images)

Avrebbe voluto vedere i fuochi d’artificio esplodere nel cielo di Sakhir solo per lui e celebrare la prima vittoria in F1 a succo di rose e Maamme Laulu sparato a cannone, ed invece il podio di Valtteri Bottas in Bahrain ha avuto un sapore decisamente più amaro.

Scattato dalla pole e in grado di tenersi dietro per una decina di giri un affamato Sebastian Vettel, poi vincitore, il finnico, alla terza gara in Mercedes, ha dovuto far passare, in modo plateale il riferimento di Stoccarda Hamilton. Scatenato nelle tornate conclusive con le gomme soft alla caccia del ferrarista.

“L’ordine di scuderia è ciò che di peggio può sentire un pilota. Ad ogni modo capisco perfettamente. C’era  la possibilità di lottare per il successo e ottenere qualche punto extra”. Ha cercato di filosofeggiare con atteggiamento nordico. “Ovvio però che per me è stata dura da digerire essendo partito dalla prima posizione e avendo chiaro l’obiettivo vittoria. Comunque sono un team player e ho accettato”.

Per  il driver di Nastola la riduzione a zerbino, non è stato l’unico problema della domenica. “In griglia ho accusato noie al generatore e i tecnici non sono riusciti a  settare in maniera corretta la pressione delle gomme. Di conseguenza lo stint iniziale è stato compromesso. Ed infatti mi è risultato impossibile resistere a Seb e Lewis. Ho tentato in ogni modo  di aumentare il gap, ma non avevo grip e questo ha portato ad un’immediata usura degli pneumatici. In seguito, al pit stop sotto safety car siamo stati troppo lenti. E così ho perso un posto a favore della Rossa”.

“Per quanto concerne il resto della gara non avevo passo e le sensazioni al volante non erano più quelle di sabato”. Ha aggiunto. Infine Valtteri Bottas è tornato sul sorpasso subito dal #44. “Se ci fosse stata la chance avrei combattuto correndo qualche rischio. Tuttavia, come detto, la squadra aveva intravisto una chance di beffare Vettel e ci ha provato”.

Chiara Rainis