McLaren 570S, un famoso tennista distrugge la propria

La McLaren 570S di Marcel Rios (Twitter)

Marcelo Rios è sempre stato un personaggio decisamente esuberante. In carriera è diventato famoso per essere stato al numero 1 del ranking ATP per ben 6 settimane, pur non riuscendo mai a vincere un titolo del Grande Slam. Inoltre è stato anche il primo tennista latinoamericano a raggiungere tale traguardo. Il cileno si è dovuto ritirare a soli 29 anni a causa di un infortunio alla schiena. Secondo molti addetti ai lavori Marcelo Rios viene considerato uno dei tennisti più talentuosi della sua epoca, pur non avendo mai vinto un torneo dello Slam.

Ad un talento cristallino però Marcelo Rios ha sempre abbinato un carattere un po’ particolare. Si è spesso rifiutato di firmare autografi, odiava le conferenze e in un’occasione rispose alle domande dei giornalisti pronunciando solo monosillabi. Oltre a tante dichiarazioni infelici il tennista cileno ha collezionato anche un arresto a Roma per aver dato un pugno ad un tassista ed aver opposto resistenza alla polizia e nel 1998 ha investito il suo preparatore atletico con una jeep.

Tanti guai fuori dal campo

A Stoccarda, invece, ha preso una multa di 10mila dollari per eccesso di velocità e infine è stato spesso allontanato da luoghi pubblici per atteggiamenti poco consoni. Ora però Marcelo Rios ha deciso di aggiungere un nuovo capitolo alla sua storia di bad boy con un pauroso incidente che ha visto coinvolta la sua McLaren 570S, un gioiello da 180mila dollari.

La McLaren 570S ha un V8 da 3.8 litri biturbo capace di sprigionare 570 CV e una coppia massima di 600 Nm. L’auto è in grado di passare da 0 a 100 in 3,2 secondi e tocca una velocità massima di 328 km/h. L’incidente è avvenuto a nord della città di Santiago, Marcelo Rios era in compagnia di un amico, da successivi accertamenti è emerso che nessuno dei due aveva assunto alcolici. L’ex tennista afferma di essere scivolato su una macchia d’olio e ha ringraziato i suoi fans per il sostegno ricevuto tramite il suo account Twitter.

Antonio Russo