Valentino Rossi, il suo rito segreto prima della partenza (VIDEO)

Valentino Rossi (©Getty Images)

Valentino Rossi a 38 anni suonati ha sulle spalle il peso di una carriera lunghissima fatta di ben 350 gare disputate corredate da 114 vittorie, 223 podi, 64 pole e 9 titoli mondiali (1 in 125, 1 in 250, 1 in 500 e 6 in MotoGP). Il pilota della Yamaha però in tutti questi anni, da buon italiano ha accumulato una serie di gesti scaramantici, che tutti bene o male conoscono. Il primo, forse quello più evidente, riguarda il numero, quel 46 ormai diventato un vero e proprio brand di fama mondiale.

A differenza di alcuni suoi colleghi, infatti, Valentino Rossi, pur avendo vinto così tanti titoli non ha mai voluto abbandonare il suo amato 46, numero che anche papà Graziano portava sul cupolino e che il Dottore indossa con orgoglio sin dagli albori. Il pilota italiano però è anche molto legato alle tradizioni e al suo spazio intimo. A differenza di tanti suoi colleghi, non si è mai fatto trasportare dalla fama e dal successo e si è sempre contornato più o meno dalle stesse persone in tutti questi anni.

Basti pensare ad Uccio Salucci, migliore amico di Valentino Rossi, che è con lui praticamente sempre e da sempre. Ma in questi ultimi 21 anni di Motomondiale, il Dottore ci ha abituati a tanti simboli e gesti tipici. Il Sole e la Luna, la mitica tartaruga o ancora i suoi caschi particolari sfoggiati puntualmente durante il Gran Premio del Muggello, oppure quelle movenze ripetute all’infinito per 350 volte negli ultimi 21 anni.

I gesti prima della gara in Argentina

Valentino Rossi, infatti, di solito si aggiusta la tuta, alzandosi in piedi sulla moto ogni volta che esce fuori dalla pitlane e ancora si tocca gli arti superiori e inferiori nella medesima sequenza ogni volta, prima di ogni gara. In questo caso, grazie ad una clip pubblicata su Twitter da “Fans Vale”, possiamo scovare i suoi gesti più intimi prima che partisse il Gran Premio d’Argentina.

Valentino Rossi come sempre si accovaccia accanto alla moto, prima prende un sorso dalla sua borraccia, poi comincia a mormorare qualcosa di indecifrabile. Non c’è dato sapere se sia una preghiera o altro, ma l’impressione netta e sconvolgente è che il Dottore sembra assorto in un suo particolare mondo, incurante dell’occhio meccanico che lo riprende, indifferente al gentil sesso che gli è accanto e gli sorregge l’ombrellino.

Antonio Russo