Sergio Marchionne: “Non voglio insultare Lauda”

Sergio Marchionne (©Getty Images)

Sergio Marchionne ha deciso di non rispondere alle provocazioni di Niki Lauda del post vittoria in Australia di Sebastian Vettel. Per chi non lo sapesse, il boss non esecutivo Mercedes aveva parlato di una Rossa in gran ripresa per il solo merito dello “straniero” Mattia Binotto. Neo responsabile tecnico della Scuderia nativo della Svizzera.

Così, in occasione del GP di Cina, interrogato a proposito di queste affermazioni il Presidente della Rossa si è schierato dietro ad un semplice no comment. “Non dirò nulla. Perché se lo facessi finirei per insultare un amico. Ed è una cosa che non voglio fare”. Ha dichiarato alla stampa italiana.

Quindi sul suo pensionamento a fine 2019 (inizialmente doveva essere al termine del 2018) da capo del Gruppo FCA e sulla invece probabile permanenza al vertice del Cavallino almeno fino al 2021, il manager italo-canadese ha nicchiato. “Parliamo di altro” – il suo riscontro.

E giusto per non smentirsi, Sergio Marchionne ha preferito mantenersi sul vago pure su un tema caro agli sportivi. Quello della formazione del team di F1. In particolare il 64enne non ha voluto sbilanciarsi sul futuro di Kimi Raikkonen. Oggi in forte bilico a causa delle prestazioni altalenanti, ma soprattutto per il contratto in scadenza. “Risolveremo anche questo problema” – ha affermato a La Repubblica Mister Maglioncino. Non aggiungendo nulla alle indiscrezioni circolate  dopo la gara di Shanghai circa un prossimo arrivo di Daniel Ricciardo. Al momento alla Red Bull, ma molto amato dalla Ferrari.

Infine un ultimo pensiero sulla possibilità del marchio di acquisire quote del Circus. Di cui in realtà già possiede una piccola percentuale. E sul probabile ingresso in qualità di investitore della Mercedes. “Dobbiamo ancora incontrare Toto Wolff per valutarne la fattibilità. Di certo, l’opportunità esiste. Se emergerà l’utilità dal punto di vista finanziario di questa manovra, allora si farà” – ha poi concluso.

Chiara Rainis