Valentino Rossi: “Vinales non lontano. Lorenzo? Ducati da capire”

Valentino Rossi
Valentino Rossi (©Getty Images)

Dopo aver sorpreso in Qatar arrivando 3°, Valentino Rossi ha sorpreso pure in Argentina. Il nove volte campione del mondo è arrivato 2°, dietro al compagno di squadra Maverick Vinales. Ottimo risultato che lo mette in seconda posizione anche nella classifica generale, a -14 dallo spagnolo.

Considerando quanto visto nei test invernali e nelle prove libere dei primi due GP, sembra quasi incredibile vedere il Dottore così competitivo. A dire il vero non ci dovremmo stupire, considerando la sua storia. Però parliamo pur sempre di un pilota di 38 anni ed è normale un po’ di stupore, anche se lui non è uno “normale”. In gara riesce sempre a fare la differenza, colmando un po’ del gap visto nei turni precedenti. C’è chi lo definisce un miracolo o una magia ciò che avviene la domenica. E in parte è così sicuramente.

Valentino Rossi fiducioso per il futuro

Valentino Rossi sembra sempre il meno stupito di tutti nel giudicare i suoi risultati. Se sul giro secco fatica, invece sul passo ha spesso buone sensazioni in ottica gara. Così è stato pure in Argentina, nonostante delle prove libere complicate: “Sto lavorando duramente – riporta AS -, sono in forma e sicuramente alla mia età è un po’ più difficile. Serve più tempo. Con questa moto per me è più difficile fare subito il tempo. Al mattino dopo il warm-up ho cominciato a credere che avrei potuto farcela. Pensavo che Vinales e Marquez sarebbero stati nelle prime due posizioni, mentre io e Crutchlow ci giocavamo il terzo posto”.

Il nove volte campione del mondo ha avuto modo di commentare pure la situazione di Marc Marquez e Jorge Lorenzo, suoi storici rivali che sono caduti a Termas de Rio Hondo: “Marquez ha fatto una buona scelta strategica, era in pole e sapeva che Vinales era sesto. Ha tentato di spingere subito, ma è andata male. Di Lorenzo non si può parlare per il Mondiale, sino a quando non sarà capace di interpretare bene la Ducati. Passare dalla Yamaha alla Ducati, come feci pure io, costa molto. Si tratta di una guida completamente diversa, tanto da far soffrire un pilota forte come lui”.

Inevitabile parlare del confronto con il compagno di squadra Maverick Vinales, vincitore sia in Qatar che in Argentina: “Non era lontano, ma è stato un po’ più veloce in Argentina. Dobbiamo continuare a lavorare. Considerando le prove, i 2.9 secondi di distacco sono pochi anche se in realtà poi sono molti. Sono comunque sempre stato lì e negli ultimi giri non ho perso. E’ importante per cercare di lottare per vincere”.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)