Ferrari Dino, la rinascita del mito attende

Ferrari Dino photo by “Trazioneposteriore.net”

La Ferrari Dino è una delle vetture più attese dagli appassionati, sono anni ormai che le voci si rincorrono su un possibile restyling di una delle auto più amate dal Cavallino Rampante. La macchina in questione dovrebbe essere una diretta concorrente della Porsche 911 e dovrebbe rappresentare la gamma d’accesso al mondo Ferrari. Proprio quest’ultimo punto farebbe storcere il naso ai puristi.

La Ferrari Dino ha visto già ben 3 versioni, la 206, la 246 e la 308 GT4. La nuova versione dovrebbe montare un V6. Il sito “Trazioneposteriore.net” ha realizzato un rendering di quella che potrebbe essere la nuova Ferrari Dino. Il modello è decisamente molto muscolare, tanto che dall’alto, almeno per la parte del retrotreno quasi ricorda una Lamborghini. Molto affusolate le pance laterali e davvero molto bello e aggressivo il musetto che quasi ricorda uno squalo.

Dino, un marchio nato da Ferrari e Fiat

L’ultima Ferrari Dino, la 308 GT4 ha visto la luce nel 1980. La vettura fu presentata durante il Salone dell’automobile di Parigi del 1973 e vantava le seguenti dimensioni: 4300 mm di lunghezza, 1710 mm di larghezza, 1180 mm di altezza, un passo da 2550 mm e 1150 kg di massa. Dino, in realtà era un vero e proprio marchio pensato dal Drake in accordo con Fiat per non “sporcare” il nome di Ferrari in quanto costruttore di auto super-sportive di lusso.

La Ferrari Dino 308 GT4 montava V8 capace di erogare 255 CV. L’auto in questione raggiungeva una velocità massima di 255 km/h e aveva un consumo di 15 litri di benzina ogni 100 km. L’auto riportava il marchio Ferrari solo in America. Le stringenti regolazioni anti-inquinamento, infatti, portarono la Dino 308 GT4 ad essere l’unica Rossa ad essere esportata oltreoceano.

Curiosamente la 308 GT4 stregò anche il famoso cantante Elvis Presley che ne acquistò un esemplare nel 1976. La vettura oggi è esposta in un museo delle auto appartenute al Re del Rock and roll. La Ferrari Dino 308 GT4 partecipò anche a due edizioni della 24 ore di Le Mans, ottenendo però scarsi risultati.

Antonio Russo