F1 Cina, Prove Libere 3: tempi e classifica finale

Sebastian Vettel, Ferrari (©Getty Images)

Sotto il classico cielo plumbeo ma con asfalto asciutto si è svolta la terza sessione di prove libere della Cina. La prima di azione vera e propria, dopo i problemi di visibilità che hanno stravolto il venerdì della F1. Al pronti via, tutti o quasi fuori per approfittare dell’unica ora a disposizione prima delle qualifiche. Insomma neppure un attimo sprecato, come ha dimostrato Valtteri Bottas, subito aggressivo sui cordoli tanto  da perdere la T-Wing e non tornare al box.

Un po’ per tutti il lavoro della mattinata si è diviso tra long run per testare l’auto sulla media distanza e le gomme soft e supersoft, e delle serie flash per cercare la prestazione. Per quanto riguarda la Ferrari Kimi Raikkonen è stato costretto a interrompere la sua simulazione per un fastidio ai freni, ma appena risolto dai meccanici, ha dato vita ad un bel testa a testa in cima alla classifica con il compagno di squadra Sebastian Vettel. Va precisato, entrambi abbastanza scarichi di benzina.

Si sono invece nascosti per gran parte del turno le Mercedes, poi capaci posizionarsi appena alle spalle delle Rosse con Hamilton davanti a Bottas, Diversamente la Red Bull ha voluto subito mettersi in mostra con Daniel Ricciardo, primo pace setter di giornata beffato alla bandiera a scacchi dal team mate Max Verstappen. Buoni segni li ha dati le Williams di Felipe Massa, costantemente da top 5 e Lance Stroll, pure lui da zona top ten.

In casa Renault ancora una volta Nico Hulkenberg ha fatto vedere di aver quel quid in più, a differenza di Jolyon Palmer, unico autore di un testacoda. Hanno dovuto lavorare parecchio in Toro Rosso, per un problema sull’auto di Daniil Kvyat. Il russo ha chiuso quindicesimo. Undicesimo invece Carlos Sainz. Da centro gruppo Haas e Force India. Sempre delicata la situazione della McLaren. In chiusura sia con Alonso, sia con Vandoorne, con un ritardo sulla Ferrari di circa 3″. Vicine a loro solo le Sauber di Antonio Giovinazzi e Marcus Ericssson.

Chiara Rainis