Ducati in apnea: moto satelliti più veloci delle ufficiali

Jorge Lorenzo (©Getty Images)

Quattro Ducati tra i primi sei nelle FP2 in Argentina. Ma non ci sono le Desmosedici ufficiali di Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo che scivolano al 14° e 18° posto. Al box guidato da Gigi Dall’Igna qualcosa è andato storto, ma resta un ampio margine di miglioramento in vista di qualifiche e gara.

“Qualcosa non è andato in modo perfetto, ma non abbiamo idea di cosa”. Andrea Dovizioso non sembra avere le idee chiare al termine del venerdì a Termas de Rio Hondo. Ha accusato un gap di 0,922 secondi dal tempo più veloce di Maverick Viñales. L’attenzione dei tecnici di Borgo Panigale sarà puntata su frizione ed elettronica: “I meccanici devono capire esattamente cosa è successo. Hanno avuto un impatto enorme sul come posso guidare la moto. L’impugnatura è molto bassa, ma non ho potuto usarla come voglio. Non riuscivo a guidare sulla mia traiettoria”.

Le previsioni di pioggia al sabato potrebbero complicare la situazione. Se non si entra nella top 10 si dovrà passare attraverso la Q1 e, con diversi big fuori dai primi dieci, le qualifiche potrebbero complicare il week-end. “Dopo la terza sessione di prove il sabato mattina, non è importante essere secondo o settimo. Bisogna solo essere nella top 10 per arrivare direttamente in Q2. Certo che è bello se ti trovi in ​​alto. Ma molti piloti in qualifica sono solo quinto o ottavo, ma poi lottano per la vittoria in gara. Quasi tutti possono guidare un giro veloce, ma si deve preparare adeguatamente per la gara”.

Il 18esimo piazzamento di Jorge Lorenzo è colpa di un errore al box Ducati. “La squadra ha fatto un errore e ha scelto la gomma anteriore più morbida quando le condizioni non lo permettevano”. Una scelta che ha spiazzato il maiorchino. “Non lo sapevo, pensavo di essere in pista con le gomme medie. In un primo momento non ho capito il motivo per cui l’anteriore non reggeva, ma dopo le prove ho capito che avevamo fatto un errore. Potremmo non riuscire ad entrare nella top 5, ma saremo più vicini di quanto siamo ora”.