Valentino archivia la M1 2016. Vinales faro nella notte

Matteo Flamigni e Valentino Rossi
Matteo Flamigni e Valentino Rossi (©Getty Images)

Dopo il gelo dell’inverno Valentino Rossi ha aperto la primavera della MotoGp con un podio che sembrava insperato. Il passaggio dalla Yamaha YZR-M1 2016 al prototipo è stato tutt’altro che indolore. La sabbia e la pioggia del Qatar hanno però portato fortuna e consiglio nel box VR46.

Al centro del mirino di Silvano Galbusera & Co. non solo la ruota anteriore, perchè il problema doveva essere risolto a monte. La nuova moto impone un diverso assetto che Vinales è subito riuscito a trovare. Il Dottore invece ha dovuto pazientare e sudare freddo fino alla partenza della prima gara. La partenza dal 10° posto sembrava a molti l’inizio della fine, ma in gara il pesarese è tornato in cattedra risalendo fino al podio. In attesa di conferme o smentite a Rio Hondo e Austin.

Comprese le difficoltà iniziali Movistar Yamaha gli ha messo a disposizione persino il telaio della M1 2016. Ma Maverick Vinales è stato come un faro nella notte, dimostrando che la M1 2017 poteva dare davvero tanto. Così Valentino ha continuato a lavorare sulla nuova edizione, apportare le dovute modifiche, fino al lampo di genio del warm-up e la giusta scelta della gomma media.

“All’inizio mi sentivo meglio sulla moto 2016, ma Yamaha ha preferito continuare a testare il 2017. Inoltre Viñales va bene con la nuova moto, così che io avevo bisogno di un po’ più di tempo. Per la squadra è meglio che entrambi portiamo lo stesso modello”, ha ammesso Rossi dopo aver segnato il suo primo podio. “Il risultato è stato molto buono, sia personalmente che per la parte tecnica. Ci ha permesso di capire molte cose”.

Resta il cruccio per la gomma troppo morbida. Silvano Galbusera ha ammesso senza mezzi termini il disappunto verso Michelin. Non è stato un inizio di mondiale facile – confessa Valentino Rossi -. Abbiamo lavorato molto nei test pre-season ma durante il primo weekend di gara abbiamo sistemato poche cose, specialmente nella parte anteriore della moto”. In Argentina servirà un podio per aprire la porta al sogno del decimo titolo mondiale.

Luigi Ciamburro