Formula 1, ritorno al futuro per i propulsori

Formula 1 (©Getty Images)

La Formula 1 si prepara ad una rivoluzione che abbraccerà il passato. Le squadre, infatti, hanno raggiunto un accordo tra loro per abbandonare i tanto controversi propulsori ibridi, introdotti nel 2014 per ridurre i consumi. Il ritorno al passato dovrebbe avvenire per il 2021, anno in cui rivedremo i vecchi e rumorosi motori. La decisione presa risponde ad un’esigenza palesemente espressa da pubblico, piloti dalla stessa nuova proprietà della Formula 1, Liberty Media.

La nuova proprietà, infatti, ha espressamente richiesto di semplificare i motori rendendoli meno costosi. Naturalmente la Formula 1 punta ad attrarre sempre più pubblico e visto che molte persone in questi anni si sono lamentate della mancanza del classico rombo di motori, la decisione è presto spiegata. Inoltre le Power Unit hanno un costo elevato e non tutti in questi anni hanno dimostrato di lavorarci sopra adeguatamente, quindi un ritorno al passato aumenterebbe indubbiamente la competitività di tutti i team con conseguente aumento dello spettacolo.

L’idea c’è, ora bisogna limarla

Il presidente della FIA Jean Todt ha incontrato venerdì squadre, costruttori di motori e Liberty Media. Tra i tanti rappresentanti ha fatto scalpore la presenza di Volkswagen, che a quanto pare sarebbe interessata ad un futuro in Formula 1. Tecnicamente la FIA ha annunciato che i negoziati sono ancora in atto e che le specifiche per il nuovo propulsore sono ancora in divenire.

Molto probabilmente si ritornerà anche a vedere i rifornimenti, con l’eliminazione del limite massimo di benzina da immettere nel serbatoio. Questa è un’altra mossa per aumentare lo spettacolo, negli ultimi anni, infatti, fin troppe volte abbiamo visto vetture costrette ad andare più lentamente solo per risparmiare carburante.

In un comunicato la FIA si è detta soddisfatta dei risultati conseguiti sin qui con le Power Unit, che hanno permesso un risparmio di carburante del 30 % e di erogare da 900 a 1000 CV addirittura. Il massimo organo in campo automobilistico però ha tenuto a precisare che i nuovi motori non vedranno la luce sino al 2021, ma che rappresenteranno un’importante svolta per la Formula 1.

Antonio Russo