Christian Abbiati (©Getty Images)

Marco Simoncelli ha lasciato un grande vuoto quando se ne è andato. Il 23 ottobre 2011 a Sepang c’è stata l’ultima corsa per il pilota di Cattolica, morto in gara. Non è stato possibile salvarlo e ci piace pensare che sia volato in cielo, per divertirsi ancora sulle moto. Ma chi è rimasto quaggiù ha sofferto tanto.

In primis la famiglia, gli amici e la fidanzata Kate. Ma anche le persone a più stretto contatto con lui, come i tecnici del suo team e tutti coloro che collaboravano con lui, oltre ai colleghi piloti. Il Sic poi era un grande tifoso del Milan e diversi giocatori lo conoscevano. In quella triste domenica la squadra rossonera giocava a Lecce una partita di campionato. Non fu facile scendere in campo, soprattutto per alcuni. Tra questi Christian Abbiati.

L’ormai ex portiere del Milan, ritiratosi al termine della passata stagione, ha raccontato a Fanpage.it quanto fu difficile quella giornata: “Smisi di andare a vedere la MotoGP dopo che è scomparso Marco. Quel giorno me lo ricorderò tutta la vita. C’era Lecce-Milan, ricordo che volevo dire a mister Allegri di non giocare. Ma poi sono sceso in campo e alla fine era meglio che stessi fuori, perché la testa non era collegata al corpo, non riuscivo a reagire. E poi quel poco che ho potuto fare fare l’ho fatto. Abbiamo realizzato una motocicletta con tutti i loghi di Marco e l’abbiamo data in beneficenza”.

Abbiati dunque ricorda con tristezza quel brutto evento. La morte di Simoncelli è stata uno shock. Anche se è stato ammirevole vedere come la famiglia, nonostante la sofferenza, abbia affrontato tutto. Basti pensare anche all’ingresso del team SIC58 in Moto3 con Paolo Simoncelli. Ci voleva coraggio per tornare in un ambiente che ricorda il figlio e può far venire in mente il tragico pensiero della sua scomparsa. Invece si è cercato di guardare alle cose positive che fece Marco e a ciò che ha lasciato, pur andandosene precocemente.