Sergio Marchionne: “La Ferrari deve entrare in Formula E”

Sergio Marchionne (©Getty Images)

In tempi non sospetti le aveva strizzato l’occhio pur segnalando alcune difformità importanti con la ragione d’essere della Ferrari. Ossia quella di prodursi motore e telaio da sé. Un principio di fatto contrario alla standardizzazione. Ora invece il Presidente Sergio Marchionne sembra aver cambiato parzialmente idea. E in occasione di un’intervista al giornale AUTO ha parlato di un coinvolgimento del Cavallino nella Formula E entro tre anni.

Secondo il boss di Fiat Chrysler la tecnologia al 100% verde sarà senza dubbio il futuro dell’automobile e delle macchine sportive. Da sempre fondamentali nella produzione di Maranello.

“Dovremo assolutamente inserirci nel mondo della Formula E perché l’elettrico, attraverso le diverse formule ibride giocherà un ruolo chiave nell’avvenire dell’automotive e dunque anche del nostro”. Ha rivelato il manager abruzzese.

“Il processo di ibridizzazione è molto importante per la Ferrari. Dunque la sfida sarà cercare di trarre beneficio da questi cambiamenti. Non solo in termini di riduzione dell’emissioni di CO2, ma pure per l’aspetto relativo alla performance”. Ha proseguito spiegando le novità già create in ottica “aria pulita”. “Di recente abbiamo sviluppato una supercar con queste caratteristiche, e l’abbiamo chiamata LaFerrari. E’ dunque chiaro che l’elettrico risulterà preponderante nei modelli del domani”.

Alesi vede la Rossa vincente in Cina

Se Mister Maglioncino si preoccupa di quelli che saranno gli impegni del 2020 del marchio. L’ex pilota e fedele tifoso Jean Alesi preferisce concentrarsi sul presente della squadra di F1. Fresca reduce dalla vittoria nel GP d’Australia con Sebastian Vettel.

“Dopo Melbourne mi aspetto una prestazione identica in Cina”. Ha affermato il francese a La Gazzetta dello Sport. “La facilità con cui Sebastian ha tenuto il passo di Hamilton nei primi giri mi ha impressionato. E ugualmente sono rimasto colpito da come nel secondo stint Lewis non sia mai stato in grado di reggere il ritmo imposto dal tedesco”.

“Quando una monoposto è nata bene, lo sviluppo nel corso del campionato non può che essere più facile”. Ha poi concluso.