Ferrari 458 Spider, il nuovo bolide in dotazione alla Polizia

Ferrari 458 Spider photo dal web

La Polizia di Milano può vantare un’auto di tutto rispetto, una splendida Ferrari 458 Spider. Un modello costosissimo, che è stato confiscato ad un boss della criminalità organizzata nel settembre 2015 ed ora appartiene alle forze dell’ordine milanesi. La vettura verrà utilizzata come simbolo di legalità, grazie alle leggi antimafia, infatti, è entrata ufficialmente in possesso della Polizia locale e veste già i colori delle forze dell’ordine.

Come riportato da “Motorionline.com” Antonio Barbato, comandante della Polizia di Milano ha così dichiarato in merito: “La Ferrari 458 Spider è pronta a diventare un simbolo di legalità e a mettersi al servizio della comunità. È stata assegnata al nostro corpo per progetti di educazione ai giovani. Nel corso dell’anno i ghisa milanesi incontrano oltre 55mila ragazzi, per progetti di educazione stradale e civica”.

Ha poi proseguito: “In alcuni eventi particolari quest’auto sarà utilizzata per far capire loro che il crimine non paga, che lo Stato si riprende i beni di chi li ha ottenuti con attività criminali”.

Un bolide con prestazioni da Formula 1 per la Polizia

La Ferrari 458 Spider è lunga 4527 mm per 1937 mm di larghezza e 1213 mm di altezza con un passo di 2650 mm. Sotto il cofano di questo bolide ulula un V8 di cilindrata complessiva di 4499 cm³ capace di erogare 570 CV e 540 Nm di coppia massima. Il peso della vettura si attesta nella versione standard in 1485 kg, mentre nella versione con sedili racing e cerchi forgiati il peso è di 1380 kg.

Questo gioiello prodotto a Maranello è in grado di frenare in 32,5 metri partendo ad una velocità di 100 km/h. La Ferrari 458 Spider è in grado di raggiungere una velocità massima che supera i 325 km/h ed ha un’accelerazione che permette di passare da 0 a 100 in 3,4 secondi. La vettura in questione è stata presentata da quelli che all’epoca erano i due piloti Ferrari in Formula 1, ovvero Fernando Alonso e Felipe Massa, inoltre si distinse sin da subito per i ristretti tempi per l’apertura della capote, in soli 14 secondi.

Antonio Russo