MotoGP, nel 2018 si vola in Thailandia

MotoGP (©GettyImages)

La MotoGP è partita decisamente col botto, ascolti da urlo, da far impallidire il confronto con la Formula 1 e persino con se stessa in versione 2016. Ad aiutare il tutto un Gran Premio del Qatar condito da sorpassi e contro-sorpassi con un’emozionante lotta nel finale tra Maverick Vinales e Andrea Dovizioso, con il vecchio Valentino Rossi, che dopo una stratosferica rimonta si è accontentato del terzo gradino del podio.

La MotoGP però non si accontenta di questi risultati e vuole aprirsi a nuovi mercati, è praticamente ufficiale, infatti, l’approdo nella classe regina del Motomondiale del Gran Premio della Thailandia, situato a Buriram. Il tracciato ha già ospitato sinora il mondiale Superbike ed è stato costruito nel 2014. Si sviluppa in 12 curve per una lunghezza complessiva di 4554 m.

Niente Formula 1 per il Gran Premio della Thailandia

L’ingresso nel calendario della MotoGP è fissato per il 2018. Il circuito è sponsorizzato dal marchio di birra Chang, questo ha creato frizioni con Dorna, che invece ha accordi con il marchio di birra Singha. Per il resto, entro il 2019 dovrebbero arrivare anche i nuovi circuiti di Finlandia e Indonesia. Aleggiano, invece, ombre sugli altri Gran Premi, quello del Texas ad esempio ha fatto registrare un numero di spettatori molto basso e potrebbe entrare in rotazione, con la MotoGP che ci correrebbe solo una volta ogni 2 anni. Stesso discorso lo si potrebbe fare con uno dei tracciati spagnoli.

Il nuovo tracciato è stato progettato dal solito Hermann Tilke, il padre di praticamente tutti i circuiti di nuova costruzione. Per realizzarlo sono serviti poco meno di 52 milioni di euro. La pista è stata costruita in modo tale che rispetti sia gli standard della FIA che della FIM.

Il Gran Premio della Thailandia è stato progettato in modo tale che gli spalti permettano di visionare tutto il tracciato in ogni momento, così come avviene negli ovali americani. In ogni caso, visti i costi elevati, è difficile che vedremo la Formula 1 scorrazzare tra queste curve.

Antonio Russo