Johann Zarco: “Avevo deciso di rilassarmi, poi l’errore”

Johann Zarco (©Getty Images)

Johann Zarco, rispetto a qualche suo collega un po’ più sponsorizzato è arrivato un po’ tardi in MotoGP, ha infatti già (si fa per dire) quasi 27 anni. Nonostante questa lentezza nell’esplodere non si può dire certo che non abbia già portato a casa i suoi bei successi. Nelle ultime due stagioni ad esempio si è laureato campione del mondo per 2 volte consecutive in Moto3 e nel Motomondiale sinora può già vantare 16 vittorie e 41 podi in 139 gare disputate.

Alla partenza del Gran Premio del Qatar tutti si aspettavano uno Johann Zarco prudente, che magari si ritrovava a lottare per il 5°-6° posto nella migliore delle ipotesi, dietro e molto distante dalle due Yamaha ufficiali. Come non detto, il francese pronti via è scattato in testa e ha cominciato sin da subito a martellare costruendosi anche un discreto vantaggio sugli inseguitori. Purtroppo però, per il pilota di Hervé Poncharal, il sogno si è tramutato in un incubo quando all’improvviso si è ritrovato disteso a terra con la sua moto.

Johann Zarco è consapevole dell’errore commesso

Come riportato da “FormulaPassion.it”, Johann Zarco non sembra affranto dal capitombolo: “Nonostante come poi è andata a finire sono felice. Per me è stato molto entusiasmante prendere la testa della gara al mio esordio in MotoGP. Dopo la cancellazione delle qualifiche abbiamo avuto un warm up più lungo, io mi sentivo bene sulla mia moto. Io partivo abbastanza vicino ai primi, ho fatto una buona partenza e mi sono ritrovato in testa”.

Poi però Johann Zarco analizza la sua gara e non può fare a meno anche di spiegare quale è stato il suo errore: “Sono consapevole di avere delle buone partenze. Ho superato alcuni colleghi molto forti e mi sono piazzato lì davanti. Avevo un buon ritmo, poi al sesto giro ho deciso di rilassarmi, probabilmente sono uscito un po’ fuori traiettoria e alla seconda curva sono scivolato. Questi errori sono normali per un debuttante, devo ancora prendere confidenza con la categoria”.

Antonio Russo