F1, Jean Todt: “Sono preoccupato, troppo gap tra scuderie”

Jean Todt
Jean Todt (©Getty Images)

Dopo tante gare noiose e monopolizzate dalle monoposto Mercedes il GP di Melbourne 2017 sembra preannunciare l’inizio di una nuova era quantomeno “dualistica”. Il nuovo regolamento ha consentito di mettere in pista vetture più veloci e competitive, con la Ferrari capace di vincere la prima gara e mettersi alla pari delle Frecce d’Argento. Ma il presidente FIA Jean Todt è preoccupato per il gap tra le due scuderie e il blocco centrale.

Il rapporto di collaborazione tra Liberty Media e FIA è iniziato sotto buoni auspici. “Hanno nuove idee e sono molto professionali, creeranno nuove chance e opportunità per la comunicazione. Le nuove monoposto? Credo che vedremo un bello spettacolo”. Ma sulle regole Jean Todt non transige invasioni di campo. “Sono anche disposto ad ascoltare i loro pensieri sui regolamenti. Proprio come io rispetto qualsiasi tipo di input proveniente da ogni parte – ha detto ad ‘Auto Motor und Sport -. La responsabilità finale resta nelle mani della FIA. Noi facciamo le regole e noi le controlliamo. Liberty non sarà mai in grado di scrivere le regole da sola”.

L’inizio del nuovo Campionato del Mondo di Formula 1 ha regalato una sorpresa quasi inattesa. La Ferrari è riuscita a scalfire il muro Mercedes che imperava da troppo tempo. Ma non basta per aumentare l’audience. “Sono un po’ nervoso perché non v’è molta concorrenza tra le vetture”, ha aggiunto Todt. “Tra il primo e l’ottavo ci sono circa due secondi, la differenza è troppo grande. Sogniamo di avere le prime dieci vetture tra sette o otto decimi, ma la discrepanza tra i bilanci delle piccole squadre e le più potenti è molto grande”.

Resta da capire quanto riuscirà ad essere incisiva la Red Bull nelle prossime gare, ma il triumvirato non è ciò che sognano i vertici del Circus. Bisognerà iniziare, secondo Jean Todt, da una distribuzione più equa dei profitti e da costi di gestione più bassi. Prevista anche una semi-rivoluzione dal punto di vista tecnico, visto che i giri più veloci di 4-5 secondi tanto sbandierati alla vigilia non si sono visti finora. “Noi possiamo solo scrivere le regole in modo che i costi rimangano gestibili. Per i miei gusti abbiamo macchine complicate, troppo high tech, che non aiutano lo sport”.