ESCLUSIVA – SBK, Puccetti: “Obiettivo top 10. Avremo una wild-card importante”

Manuel Puccetti
Manuel Puccetti (foto worldsbk.com)

Dopo i due titoli mondiali consecutivi conquistati nel campionato Supersport con Kenan Sofuoglu nel 2015 e 2016, quest’anno il team Puccetti Racing è sbarcato anche nel campionato mondiale Superbike, come squadra clienti Kawasaki e con Randy Krummenacher come pilota.

Nei primi due gran premi del 2017, il team Puccetti Racing ha portato a casa 10 punti. Krummenacher, anche lui esordiente nel WSBK, in Gara1 in Australia era stato capace di piazzarsi 10°. Fuori dalla top 15 in Gara2, chiusa 16°. Gli altri punti li ha conquistati nel successivo appuntamento in Thailandia, quando nella prima manche ha chiuso 12°, ritirandosi poi nella seconda.

La redazione di Tuttomotoriweb.com ha intervistato Manuel Puccetti, fondatore dell’omonimo team, per parlare del suo approdo nel campionato mondiale Superbike.

Qual è il bilancio del team dopo le prime due gare del Mondiale SBK 2017?

“In Australia nella prima manche siamo stati il primo team privato, è stata una sorpresa. Era un nostro obiettivo, però ci ha sorpreso. Non eravamo sicuri di farcela. Con tredici moto ufficiali in pista, il massimo che può fare un team privato è questo risultato. Siamo positivi”.

Quali sono i problemi maggiormente riscontrati in questi due gran premi?

“Bisogna dire che avendo un pilota al debutto in Superbike poniamo i risultati in quella fascia lì. La squadra è al debutto, ma anche il pilota. C’è molto lavoro da fare in generale sulla messa a punto. In SBK ci sono tantissimi di modifiche che si possono fare, dalla ciclistica all’elettronica. Ci vuole tempo per sistemare la moto al meglio”.

Quali sono invece gli aspetti più positivi che vi fanno essere fiduciosi per il futuro?

“In Superbike gara per gara capiamo sempre più cose come messa a punto generale della moto. Kawasaki Europa ci dà una bella mano con un elettronico, che ci aiuta molto nella messa a punto. Questo ci fa risparmiare un gran tempo. Per metà stagione l’obiettivo sarà quello di entrare costantemente nella top 10”.

Si parla spesso delle differenze tra le moto in dotazione ai team ufficiali e quelle dei team clienti. Quali sono quelle esistenti tra la Kawasaki ZX-10R di Rea e quella di Krummenacher?

“La moto ufficiale esce direttamente dal reparto corse giapponese della Kawasaki. La nostra moto è simile, ma non sarà mai allo stesso livello sinceramente. Ciò vale pure per le moto degli altri team privati. In termini di cavalli potremmo averne 4-5 in meno, che però non fanno troppo la differenza su un totale di 220 cavalli. Siamo abbastanza vicini, anche se non saremo mai allo stesso livello perché un team privato lavora con le proprie forze. In termini di prestazione c’è forse mezzo secondo tra le due moto”.

Com’è nata la decisione da parte sua di approdare nel campionato mondiale Superbike?

“L’idea è nata un anno fa, quando ho visto che partiva il mondiale SBK e Marco Melandri era rimasto a piedi. Allora l’ho contattato, siamo andati a mangiare la pizza insieme. C’è stata una trattativa di sei mesi, ma poi la Ducati gli ha offerto un posto sulla moto ufficiale e lui giustamente è rientrato nel campionato da lì. Noi però non avevamo perso la voglia per realizzare il progetto Superbike, abbiamo valutato alternative a Melandri. Abbiamo quindi deciso di portare avanti Krummenacher, che era con noi già in Supersport. Volevamo entrare con un buon pilota, ma non un top rider. Randy rispecchiava le caratteristiche che cercavamo”.

Tra i piloti che avete valutato c’è stato pure Davide Giugliano?

“Sì, abbiamo parlato per un po’ con lui ad agosto. Poi non siamo riusciti ad incrociare le nuove strade. A settembre volevamo concludere, perché era tardi per mettere in piedi un progetto così importante e abbiamo preferito rimanere con un pilota che già conoscevamo come Krummenacher”.

In vista dei prossimi gran premi che obiettivi vi ponete?

“La top 10, questo è il massimo a cui possiamo arrivare con il nostro pacchetto e con Krummenacher. Questo è il target a cui possiamo arrivare come team privato, vista la presenza di tante moto ufficiali. Vi anticipo che a breve uscirà un’importante news del nostro team, che parteciperà con una wild-car durante il campionato con un secondo pilota. Avverrà verso metà stagione con un importante pilota, punteremo ad andare in zona podio”.

Come vede la lotta per il titolo WSBK?

“Penso che Rea abbia un altro passo rispetto agli altri, lo vedo abbastanza superiore. Curioso vedere l’ingresso di Melandri, che è partito benissimo e sono felice di vederlo competitivo. Il duo Kawasaki è una spanna sopra, in particolare Rea. Poi come terzo incomodo metto Melandri”.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)