Antonio Giovinazzi: “Grande emozione alla bandiera a scacchi”

Antonio Giovinazzi (©Getty Images)

Ha tagliato il traguardo del GP d’Australia in dodicesima piazza a due giri dal vincitore Sebastian Vettel. Ma un po’ per tutti Antonio Giovinazzi è stato l’eroe del gran premio.

Il pilota pugliese, chiamato al volo dalla Sauber per sostituire il titolare Pascal Wehrlein, ancora indietro con la preparazione a causa dell’incidente nel corso della Race of Champions, ha sorpreso tutti per la solidità in termini mentali e prestazionali malgrado la pressoché nulla conoscenza della C36.

“E’ stata una buona gara e sono soddisfatto della mia performance”. Ha confidato al termine del weekend. “Il mio obiettivo era fare esperienza e accumulare chilometri. Ora mi siederò con gli ingegneri per capire i punti da migliorare”.

“Comunque non tutto è andato alla perfezione”. Ha poi precisato a Motorsport.com . “Allo start ho accusato un problema con la frizione perché in prima la monoposto si muoveva. Per cui ho dovuto tenere il pedale sul freno e rilasciarlo soltanto all’accensione delle luci verdi. Alla curva 1 le gomme anteriori erano ancora fredde. Ho bloccato la sinistra e questo errore ha condizionato la parte di corsa con le soft. Ho quindi anticipato il pit-stop tornando in pista con le supersoft. E alla fine sono riuscito a gestirmi bene e a completare lo stint più lungo mai fatto al volante di una F1″.

Parlando in seguito della tenuta fisica il 23enne ha ammesso: “Ho sentito un pò di affaticamento gli ultimi 5/ 6 giri. Per il resto ho avuto qualche difficoltà nei doppiaggi. Da cui mancavo dalle mie prime gare in karting! Non è stato semplice e ne ho già discusso con il mio ingegnere. Qualora dovessi ritrovarmi in questa situazione dovrò gestirla meglio per non perdere tempo”.

A proposito invece del lato emotivo Antonio Giovinazzi ha riconosciuto: “Sotto la bandiera a scacchi è stato un momento bellissimo. Ero arrivato a Melbourne per vivere il weekend ai box, ed invece eccomi lì, al termine del mio primo GP ed iniziare il giro d’onore. Tutto molto bello”.

Infine sulle ipotesi di una sua presenza nell’abitacolo Sauber pure in Cina ha smorzato: “Ci sarò ma vestito di rosso in Ferrari. Per ora non so altro”.

Chiara Rainis