Ducati, Gigi Dall’Igna: “Lottiamo contro le lobby”

Ducati Team MotoGP (©Getty Images)

Il Ducati Team non sembra ancora in perfetta forma dopo l’addio alle alette. Sul circuito “amico” la scuderia coordinata da Gigi Dall’Igna non riesce ancora a piazzarsi nelle zone di vertice. Ma in gara l’esperienza di Dovizioso e Lorenzo potrebbe fare la differenza e regalare il primo podio stagionale.

Sarà un inizio campionato difficile per Borgo Panigale, in attesa di ambientarsi alla mancanza di winglets e che Jorge trovi il giusto feeling con la Desmosedici. Il cambio regolamento imposto dalla Honda non è stato ancora digerito in casa Ducati. “Possono cambiare il regolamento, riscrivere le leggi. Ma non ci potranno mai vietare di continuare a pensare”, ha detto Gigi Dall’Igna a ‘Repubblica’.

Resta l’idea che se le alette fossero ancora in auge a questo punto la Rossa sarebbe ben più avanti. Non è mai stato dimostrato che le “alette” fossero pericolose. Le hanno messe anche i giapponesi, ma non erano altrettanto efficaci perché noi ci avevamo pensato prima. È un pretesto per rallentare la Ducati. Perché le lobby esistono dappertutto, anche nel motomondiale”.

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Anni fa Honda ha introdotto il cambio seamless che gli ha apportato grandi vantaggi. Agli altri team è servito tempo per mettersi al passo con la concorrenza. Non è tempo di leccarsi le ferite e Ducati ha ideato le alette integrate per dare maggior carico aerodinamico. “Le “alette” c’erano già in F1, noi abbiamo studiato come applicarle su di una moto: più complicato, perché ci sono 3 dimensioni, esistono il rollìo e angoli fino a 60° che le auto se li sognano”.

Un’altra invenzione geniale made in Italy, un altro colpo alle lobby nipponiche, che sarà in pista solo su alcuni tracciati. “Siamo più veloci nell’affrontare e risolvere i problemi. Cento persone tra ingegneri e meccanici di Borgo Panigale, contro migliaia di cervelli tra Tokio, Iwata e Hamamatsu. Non possiamo metterci sullo stesso piano dei giapponesi dal punto di vista economico: arrivano ai test con 3-4 motori diversi, noi con una sola base già definita su cui lavorare. E allora, proviamo a sorprendere tutti”.

Diventa inutile nascondersi, l’biettivo è provare a vincere il mondiale. C’è un biennio a disposizione prima che risuoni l’allarme. “Quando dico che puntiamo al titolo non voglio passare per arrogante. È un nostro dovere, ma non significa che siamo favoriti. Magari dovremo aspettare un’altra stagione. Giorgio è un fuoriclasse, ma ci vuole pazienza”.