Maurizio Arrivabene spiega il silenzio stampa Ferrari

Maurizio Arrivabene (©Getty Images)

Sarà perché scottata dai proclami di vittoria dello scorso anno pronunciati a più riprese dal Presidente Sergio Marchionne & Co e poi risultati fallimentari. Ma come in molti avranno potuto notare la Ferrari ha decisamente ridotto le apparizioni pro stampa.

Chi era presente ricorderà come già durante gli ultimi test invernali al Montmelo, era stato difficile perfino scattare una foto a Raikkonen e Vettel. Entrambi volutamente sempre di corsa nel paddock, e in pasto all’affamata stampa solo due giorni a testa in otto a diposizione.

Senza tralasciare l’assenza di dichiarazioni da parte del boss Maurizio Arrivabene. Almeno fino a questo venerdì. Che in Australia ha addirittura sollecitato la FIA a togliere il nome di Kimi dalla lista della classica conferenza pre-weekend del giovedì.

Un atteggiamento palesemente contrario a quanto invece richiesto dalla Liberty Media. Le nuova proprietaria della F1, piuttosto aperta all’idea di un maggior flusso di informazioni tra il paddock e il resto del mondo. Come ha dimostrato la decisione appena presa di concedere ai piloti il libero utilizzo delle piattaforme web. Con l’obiettivo di condividere con i tifosi le loro impressioni anche nei fine settimana di gara. Per la gran gioia di Lewis Hamilton, già pronto a stare 24h su 24 connesso.

“Non so cosa intendente con il concetto media”. Ha risposto il manager bresciano a chi si lamentava di una certa ritrosia nei confronti dei giornalisti. “I media sono pure le reti sociali. Ieri pomeriggio ha parlato Sebastian e noi abbiamo postato un video dedicato a Kimi. (In realtà il finnico non si è esposto neppure dopo le prove libere). Alla fine questo è ciò che ha chiesto la Liberty. Usare maggiormente internet. Dato che a loro avviso oggi è sfruttato soltanto all’1% del suo potenziale”.

“In pratica anziché mandare tutti e due in conferenza a ripetere un copia incolla a fronte della medesima domanda, abbiamo optato per una differenziazione. In modo da avere dichiarazioni diverse. Così facendo abbiamo coperto tutti i mezzi di diffusione e reso felice chi appartiene alla Generazione Z”. Ha concluso Maurizio Arrivabene.

Chiara Rainis