Valentino Rossi, il leone Vinales e la dura “legge della foresta”

Valentino Rossi e Maverick Vinales
Valentino Rossi e Maverick Vinales (©Getty Images)

Pochi attimi all’inizio della stagione 2017 di MotoGP. Molti dubbi per Valentino Rossi prima di scendere sul circuito di Losail. Sarà il primo esame di un lungo corso di laurea motomondiale, il Dottore tenta di risalire in cattedra per la decima volta in carriera. Ma sterrata e in salita è la strada che porta alla vetta.

L’impressione generale e mediatica raffigura il campione di Tavullia come preda fra i predatori Marquez e Vinales. Nell’attesa di sapere se anche il ‘leone’ Lorenzo sarà nella battaglia per la gloria. Si parte senza ambizioni, consapevole delle prestazioni di Marc e Maverick, della potenza Ducati sul rettilineo, dei tanti arrembanti che incalzano alle spalle. D’altronde è la legge della foresta: il leone vecchio prima o poi deve lasciare spazio ai giovani.

Nessun proclama di vittoria, si riparte a testa bassa nel box VR46. Tutti sotto esame dopo le deludenti prove invernali, tecnici e pilota compreso. Bisogna migliorare immediatamente il set-up, aggiornare lo stile di guida. Prima di Honda e Ducati è il gap con il compagno ai box a destare qualche preoccupazione. “Onestamente, da quando sono tornato alla Yamaha (2013, ndr), non ho mai iniziato con l’idea di vincere la Coppa del Mondo. Il mio obiettivo è sempre quello di vincere le gare ma, soprattutto, essere forte, competitivo per salire sul podio ogni fine settimana. Questo è l’obiettivo anche per quest’anno”.

A voler guardare il bicchiere mezzo pieno vengono in mente le capacità di Valentino Rossi a ingranare la marcia in più in gara. Test e prove libere non sono mai stati il suo forte. Ma per essere competitivi contro i giovani leoni serve tutta l’esperienza, essere subito pronti all’uscita dai box. Venerdì compreso. “Abbiamo iniziato la stagione con molte domande. Quindi siamo un po’ preoccupati… perché quest’anno ci sono molti piloti veloci che vogliono vincere”.

L’incubo numero 1 porta il nome di Vinales, pronto a scalzare il veterano e prendere il comando del box Movistar Yamaha. “Sembra che Vinales abbia capito la nuova moto meglio di noi… è desideroso di dimostrare che può vincere. E’ molto giovane, molto forte. Forcada è molto forte e ha una grande esperienza”. Il rischio è di partire subito all’inseguimento. “A parte Viñales, che negli ultimi test ha fatto la differenza, dobbiamo mettere la moto a posto e provare a combattere con il secondo gruppo”. La dura legge della foresta sembra inesorabile, la MotoGP cerca il nuovo “capo branco”. Eppure… il vecchio leone è ferito ma non è morto.

Luigi Ciamburro