Richard Hammond assicura: “Non sono morto”

Richard Hammond (© Richard Hammond Twitter)

Ha voluto rassicurare tutti Richard Hammond. Il presentatore di The Grand Tour, trasmissione televisiva nata come alternativa a Top Gear. Che vede il 47enne affiancare gli storici amici-colleghi Jeremy Clarkson (estromesso dalla BBC dallo spettacolo dedicato ai motori per affermazioni razziste) e James May.

Come molti sapranno domenica scorsa “Hamster” era rimasto vittima di un pauroso incidente mentre stava girando un episodio della seconda serie del programma in una zona deserta del Mozambico e molto lontana dal soccorso medico.

In sella ad una moto, si vocifera senza casco, aveva perso il controllo del mezzo finendo a terra incosciente. Malgrado le immediate dichiarazioni di Clarkson che aveva parlato di qualche ferita e  di un grosso spavento vista l’alta velocità a cui stava andando il compagno di avventura. Sul web qualcuno aveva travisato la notizia. Ingigantendo le conseguenze dell’impatto.

“Nella scivolata ho preso una botta in testa e un po’ in tutto il resto del corpo. L’unica parte senza escoriazioni è il pollice sinistro!”. Ha scherzato sulla pagina personale di DriveTribe. “Per il momento non posso aggiungere dettagli di come e perché è successo. Lo scoprirete più avanti nello show. Comunque, per quanto concerne le ferite, vi posso dire che difficilmente ne potrò tratte un libro”.

E giusto per sdrammatizzare la situazione Richard Hammond ha pubblicato una sua foto in perfetta forma e sorridente in contesto palesemente africano sul proprio profilo Twitter. Aggiungendo una didascalia ironica come in suo stile: “Ho controllato e non sono morto”.

Il britannico si era già trovato in una situazione analoga nel 2006. Quando al volante di un’auto razzo lanciata a 460 km/h si era capottato. A lungo in coma era stato costretto a stare lontano dalle scene per un anno.