Maio Meregalli: “Problema di Rossi? Distribuzione del peso”

Yamaha YZR-M1 di Valentino Rossi (@Getty Images)

Alla vigilia del GP del Qatar sono molti i dubbi che assillano il box di Valentino Rossi. Dopo i test invernali una decisione definitiva è stata presa sul telaio, sarà adottato il nuovo e messo da parte quello della scorsa stagione. La carenatura resta un’incognita che sarà svelata nelle prossime ore prima di procedere con l’omologazione. Ma il gap tra Rossi e Vinales sembra suscitare i primi malumori di inizio stagione.

Massimo Meregalli, team manager Movistar Yamaha, ha assicurato che i tecnici di Iwata stanno studiando tutte le possibili soluzioni per la M1 #46. “Dopo Phillip Island, in Giappone hanno cercato di controllare a fondo e capire i suoi commenti, i dati. Sono arrivati a una soluzione – ha detto a Crash.net -. Si trattava della distribuzione del peso, hanno cambiato qualcosa con la sua posizione e ha funzionato”.

Uno spiraglio di luce trovato grazie allo scivolone rimediato nei test in Australia. “Quando è caduto ha distrutto la moto. E’ saltato sull’altra e lentamente ha migliorato la sensazione. Dopo 20 giri ha iniziato a migliorare il suo tempo sul giro. Poi, quando si è fermato, ha detto ‘Ho un buon feeling!’ Non era così buono come deve essere, ma ora siamo vicini. Siamo in grado di iniziare finalmente a lavorare sui piccoli dettagli, la messa a punto, che fino a ieri era stato impossibile”.

A influire sulle prestazioni di Valentino Rossi anche la lunga trasferta in Australia in condizioni di salute non ottimali. Ma Maio Meregalli preferisce spostare l’accento sui dati tecnici. “Quanto accaduto in Australia è dovuto al fatto che ha provato molte cose… Era stanco, ma probabilmente un po’ insoddisfatto. Abbiamo deciso insieme di non fare la simulazione di gara e anche il time attack, perché comunque era troppo stanco, esausto, forse perché non c’era nessun grande cambiamento”.

Piccoli passi avanti sono stati compiuti nel test successivo a Losail. “Qui il consumo di carburante è un punto critico. Abbiamo migliorato la durata dei pneumatici, soprattutto con questa nuova moto. In ogni caso abbiamo avuto riscontri favorevoli sulla carta. L’abbiamo visto con Maverick. Ma ancora non li ha raggiunti”. Il nuovo arrivato? “Maverick è stato super veloce, costante, senza errori, molto concentrato. Non avrei potuto aspettato un simile comportamento, se penso che ha solo 22 anni. Lui è molto calmo. Sicuro nei suoi commenti – ha concluso il team manager Yamaha -. Lui è un super grande scoperta”.