Ayrton Senna, oggi per lui sarebbero stati 57 anni

Ayrton Senna (©Getty Images)

Ci sono piloti che sono entrati letteralmente nella leggenda della Formula 1, uno di questi è sicuramente Ayrton Senna, strappato alla vita troppo presto, quando c’erano ancora nuovi record da raggiungere. Oggi il brasiliano avrebbe compiuto 57 anni, i suoi ricci sarebbero sporcati di bianco e probabilmente sarebbe seduto in qualche studio televisivo ad osservare una clip preparata per celebrarlo. La sua carriera parla chiaro, 3 titoli mondiali, 41 vittorie, 80 podi e 65 pole, numeri da alieno, superati solo da Michael Schumacher.

Ayrton Senna proviene da una famiglia benestante e il suo approccio con il mondo dei motori avviene già in tenera età. Il brasiliano mette mano su una Formula 1, in alcuni test già nel 1983, ma deve attendere sino al 1984 per disputare la sua prima stagione in F1. Il team che gli affida la prima monoposto è Toleman, Senna era stato anche vicino all’Alfa Romeo, ma la Parmalat, sponsor del marchio milanese aveva posto il veto sull’ingaggio del pilota richiedendo che venisse preso un italiano.

La prima stagione si conclude con il 9° posto finale e ben 3 podi, con lo storico secondo posto a Monaco. L’anno successivo passa alla Lotus e la musica cambia. Arriva il primo successo in Portogallo e un 4° posto nel mondiale che lo proietta finalmente tra i big della Formula 1. In questi anni comincia un’aspra rivalità con Alain Prost. Ayrton Senna si ritrova il francese come compagno di box in McLaren nel 1988 e nel 1989.

La lotta è epocale, Prost è già bi-campione del mondo, Ayrton Senna, invece, è considerato un fuoriclasse, ma non è ancora salito sul tetto della Formula 1. Il 1988 è per il brasiliano però l’anno della consacrazione, arriva, infatti, il primo titolo mondiale. L’ex Lotus in realtà fa meno punti del francese, ma grazie ad una regola, poi rimossa nel 1991 dove venivano considerati solo i migliori 11 piazzamenti può coronare finalmente il suo sogno.

Nel 1989 è di nuovo duello tra Senna e Prost, con il capitolo più epico che si consuma nel Gran Premio del Giappone, quando il francese chiude la porta in faccia al brasiliano ed entrambi toccandosi finiscono fuori pista. Senna riparte con l’auto danneggiata tagliando la chicane, vince, ma a fine gara arriva per lui la squalifica che consegna il titolo nelle mani dell’acerrimo rivale Prost.

La vendetta di Senna però non si lascia attendere e nella stagione seguente, sempre durante il Gran Premio del Giappone, questa volta è Senna a speronare Prost, intanto passato alla Ferrari, e ad aggiudicarsi di conseguenza il titolo. Come egli stesso ammetterà qualche anno più tardi la manovra era stata volontaria. Il 1991, invece, si rivelerà per Prost un anno nero, con il brasiliano che ancora una volta agguanta il titolo mondiale.

Ayrton Senna, l’epilogo terribile

Nel ’92 e nel ’93 per Ayrton Senna arrivano diverse delusioni che lo spingono lontano dalla McLaren. Nel ’94, infatti, approda in Williams, prendendo il posto proprio del suo nemico Alain Prost, che intanto si è ritirato dalla scena agonistica.

L’auto a dei seri problemi, Senna conquista nei primi 2 Gran Premi due pole, ma anche altrettanti ritiri in gara. Durante la terza prova del mondiale, che si disputa a San Marino arriva per lui la terza pole consecutiva. Sembra un weekend maledetto sin dall’inizio, il venerdì Rubens Barrichello è protagonista di un pauroso incidente e il giorno successivo Roland Ratzenberger perde la vita per l’analogo motivo. Senna comincia la gara con il morale in pezzi.

Pronti via e vi è subito un incidente tra Lehto e Lamy, con i rottami delle due vetture che feriscono alcuni spettatori. Entra la safety car, che saluta le monoposto solo al 5° giro. Alla 7a tornata però si consuma il dramma. Senna esce di pista ad altissima velocità alla curva Tamburello a causa del cedimento del piantone dello sterzo, modificato nella notte per volere del pilota, che aveva difficoltà di guida visto il ristretto abitacolo.

Senna a quel punto è praticamente spettatore della propria morte, non può governare la monoposto che si schianta contro il muretto. Il puntone della sospensione destra spezzandosi si conficca nella visiera del brasiliano causando gravi e fatali danni cerebrali. Il pilota morì alle 18:40 del 1° maggio 1994, all’ospedale di Bologna, aveva 34 anni.

La notizia sconquassò tutto il mondo, in Brasile furono celebrati i funerali più maestosi mai visti nella storia del paese sudamericano. In Formula 1 da quel momento furono inaspriti i regolamenti e la sicurezza divenne un’assoluta priorità. Il re lasciò il suo trono proprio mentre nasceva la stella di Michael Schumacher impedendoci di goderci quella che sarebbe stata sicuramente una lotta epica tra vecchi e nuovo.

Ayrton Senna ha lasciato nel cuore di tutti gli sportivi, amanti dei motori, un vuoto immenso difficile da colmare. Eppure sembra ancora di sentire il rombo del suo motore o di vederlo uscire dall’abitacolo a capo chino, senza clamori, con la sua solita pacatezza, con la faccia di chi sa di essere il più forte, ma non vuole darlo a vedere. Buon compleanno Ayrton, ovunque tu sia.

Antonio Russo