Pascal Wehrlein: “Vettel con me all’ospedale il giorno dell’incidente”

Pascal Wehrlein (©Getty Images)

A febbraio ancora alle prese con i postumi del rocambolesco incidente nel corso della Race of Champions di gennaio, Pascal Wehrlein si era trovato a fare da spettatore in occasione della prima tranche di test invernali al Montmelo, salvo poi riprendere la guida, seppure in maniera soft , nella seconda. Se non altro per abituarsi alla Sauber. Per lui una novità essendoci appena arrivato.

Come molti ricorderanno, al momento del grande botto alla Gara dei Campioni, il vincitore del DTM 2015, in azione sotto l’insegna della Germania e al volante di un Buggy, stava tentando un sorpasso su Felipe Massa. Una manovra azzardata, con un finale inaspettato trattandosi di una manifestazione di puro divertimento.

Finito a testa in giù il pilota era stato immediatamente soccorso e condotto al nosocomio di Miami. Attimi di scoramento e paura che il tedesco ha voluto ricordare parlando a Sport Bild.

“Ci tengo a ringraziare pubblicamente Sebastian Vettel. Non appena visto quanto successo aveva voluto seguirmi in ospedale e poi era rimasto con me sei ore”. Le parole sul compagno di nazionale.

Analizzando invece il presente e le prime sensazioni a bordo della C36, il 22enne ha confidato: “E’ l’inizio di una nuova era per la Sauber. Personalmente ho notato un’enorme professionalità. Il potenziale c’è. Ci sarà soltanto da avere un po’ di pazienza per i risultati”.

In realtà per la scuderia di Hinwil il 2017 potrebbe rivelarsi abbastanza arduo considerato che avrà a disposizione il motore Ferrari del 2016.

Ma come giusto che sia Pascal Wehrlein ha optato per un approccio ottimista. Facendo spallucce davanti alla domanda sulla mancata convocazione in Mercedes al posto di Nico Rosberg. Una chance che  probabilmente gli avrebbe garantito la lotta in altre zone del gruppo: “Toto Wolff ha preferito non bruciarmi”. Ha puntualizzato il driver di origine mauriziana. “Lui crede in me, però desidera lasciarmi crescere pian piano. Certo che mi sarebbe piaciuto andare in una squadra al vertice, ma quando è uscita la notizia dell’acquisto di Bottas non ne ho sofferto. Alla fine il mio Piano A l’avevo ottenuto. Ossia trovare un’alternativa alla Manor”.

Chiara Rainis