Sergio Marchionne: “Chi compra Lamborghini non può permettersi una Ferrari”

Sergio Marchionne
Sergio Marchionne (©Getty Images)

Sergio Marchionne è un manager senza peli sulla lingua e in occasione del Salone di Ginevra ne ha dato ulteriormente prova. Mentre si studiano i possibili scenari post 2021, quando lascerà la carica di CEO Fca e Ferrari, lancia una frecciata ai colleghi e avversari del marchio Lamborghini.

Frank Sinatra una volta ha detto: “Si compra una Ferrari quando si vuole essere qualcuno. Si compra una Lamborghini quando si è qualcuno “. Ma l’amministratore delegato Sergio Marchionne non è per niente d’accordo. Intervistato da ‘Car Magazine‘ al Salone di Ginevra, il manager abruzzese ha suggerito che molte persone acquistano una Lamborghini perché non possono permettersi una Ferrari. “Ho un grande rispetto per Stefano Domenicali. Ma un sacco di gente compra Lamborghini perché non possono mettere le mani su una Ferrari”.

Non è un segreto che diventare parte della famiglia Ferrari non sia facile. Bisogna acquistare vari modelli prima ancora di ottenere la minima possibilità di acquistare un modello in edizione limitata. Roba da milionari, utopia per i comuni mortali. Insieme alla velata critica nei confronti del brand Lamborghini. Sergio Marchionne ha ribadito che i motori V12 Ferrari resteranno nella loro forma aspirata per gli anni a venire e saranno accoppiati con motori elettrici . Fra due anni la Casa di Maranello partorirà il suo nuovo modello ibrido V12.

Prima del suo addio il sogno nel cassetto si chiama titolo mondiale di Formula 1. Per il 2017 è ancora difficile anticipare gli obiettivi stagionali. “Abbiamo avuto due obiettivi a Barcelona. Essere affidabili ed essere competitivi rispetto alla Red Bull. In questo momento Mercedes è ancora avanti. A McLaren auguro una pronta guarigione. Sarà una stagione interessante – ha assicurato Sergio Marchionne -. Le vetture sono molto più veloci rispetto allo scorso anno, i piloti sono costretti a lavorare e sudare per guadagnare la loro busta paga. E credo sia bello da vedere”.

Luigi Ciamburro