Mika Hakkinen diventa ambasciatore McLaren

Mika Hakkinen (©Getty Images)

Un po’ sulla stregua di Alain Prost con la Renault nel 2016, Mika Hakkinen ha appena firmato un contratto pluriennale come ambasciatore McLaren.

Il 48enne, pilota di riferimento della scuderia di Woking dal 1993 al 2001. Con due titoli mondiali vinti nel 1998 e nel 1999. Affiancherà d’ora in avanti il direttore esecutivo Zak Brown e lo staff del reparto marketing con l’obiettivo di consolidare i rapporti con i partner esistenti e cercarne di nuovi. Inoltre lavorerà nell’ambito Automotive assieme al responsabile Mike Flewitt e il suo team commerciale.

“Ho sempre considerato la McLaren come la mia casa. Per cui occupa un posto speciale nel mio cuore”. Le parole del finnico. “Le ultime stagioni non sono state semplici, ma credo che il ritorno al vertice sarà solo una questione di tempo. E io cercherò di fare la mia parte per renderlo possibile”.

“Tornare in squadra è stata una decisione semplice essendo rimasti in contatto”.  Ha proseguito. “E so quanto è grande il loro impegno avendo potuto vedere personalmente le fondamenta che si stanno gettando per la ripresa. Ugualmente mi eccita l’idea di occuparmi del prodotto. Ho anch’io nel mio garage una McLaren moderna e posso dire che è superba. Per questo sono convinto nella capacità del marchio di creare le migliori supercar al mondo”.

“Mika è uno dei mie eroi. Di certo è uno dei piloti più iconici e coraggiosi della storia della F1. Il suo successo con la McLaren e le battaglie con Schumacher sono già leggenda. E lo proiettano del pantheon dei più grandi. Allo stesso modo si distingue per le capacità umane, la calma, l’intelligenza e la saggezza. Sarà un asset fondamentale per il ritorno alla competitività. Ai nostri sponsor vogliamo offrire esperienze uniche. E poter godere della presenza di un simile ambasciatore non potrà che rafforzare la nostra presenza al top del marketing e dell’ospitalità”. Ha dichiarato boss Brown.

“Chi ha potuto collaborare con Mika Hakkinen lo considera tutt’ora il più veloce mai schierato dalla scuderia. Soltanto questo basta per far comprendere quanto sia considerato e rispettato nell’azienda. Senza contare che è rimasto fedele al brand tanto da possedere una McLaren P1”. Il comento di Flewitt.

Chiara Rainis