F1, Liberty Media boccia il GP di Baku

F1 GP BAku
(©Getty Images)

L’avvento di Liberty Media come nuova proprietaria della Formula1 dovrebbe portare cambiamenti. Alcuni tangibili nel breve periodo e altri che saranno visibili e produrranno effetti col tempo. La sensazione è che comunque si voglia un po’ rompere rispetto alla linea mantenuta nel recente passato.

Uno degli obiettivi della proprietà americana della F1 è quello di avvicinare maggiormente i tifosi a questo sport. E uno dei mezzi per farlo è certamente quello di coinvolgerli di più sui social network. Il grande Circus delle quattro ruote era un po’ debole su questo versante, ma sembra voler rimediare. Organizzatori e team intendono garantire maggiori interazioni e attirare più interesse. Ovviamente ciò non basta affatto. Bisognerà studiare bene le regole per favorire lo spettacolo, valutando già i cambiamenti decisi per il 2017, e anche le piste in cui correre.

F1, Greg Maffei (Liberty Media) boccia Baku

A proposito dei circuiti in cui corre il campionato mondiale di F1, non poche discussioni ci sono state. La decisione di abbandonare alcuni tracciati storici, per puntare su altri nuovi in luoghi che garantivano alti incassi, non è stata apprezzata. Anche perché spesso sulle nuove piste si verificano situazioni di scarso spettacolo. Ci sono appuntamenti come quelli in Russia, Singapore ed Emirati Arabi che si sono conquistati un determinato status. Altri come Turchia, Corea del Suso e India che attirano pochi tifosi.

Un altro gran premio che Liberty Media sta valutando è quello in Azerbaigian, nella capitale Baku. Greg Maffei, CEO della società proprietaria della F1, si è così espresso in merito alla BBC: “Anche se pagano molto per avere la corsa, questo evento non aiuta a costruire il marchio della Formula1 a lungo termina e non aiuta la salute del business. Il nostro compito è quello di trovare partner che ci paghino bene, ma che ci aiutino anche a costruire il prodotto. Quello che si sta facendo bene in gare più emozionanti come Abu Dhabi, Singapore o in Messico”.

Uno schiaffo in faccia al promoter Arif Rahimov, che vuole usare questa gara per attirare turisti nel piccolo Paese. Per avere il Gran Premio a Baku, dall’Azerbaigian arrivano 34 milioni di dollari nelle casse dell’organizzazione della F1. Un assegno davvero consistente. Se Liberty Media intende rinunciare alla corsa azera, dovrà trovare alternative che coprano questo incasso. Intanto, però, bisogna fare i conti con un contratto che durerà fino al 2025 e che sicuramente non si potrà stracciare senza pagare pesanti penali. Ad ogni modo, il ritorno di GP tradizionali come quelli che si correvano in Francia (Magny-Cours) e Germania (Hockenheim) è in programma. Nonostante paghino meno, i tifosi lì accorrono numerosi agli eventi.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)