Dani Pedrosa: “Vedremo come Vinales gestirà la pressione”

Dani Pedrosa
Dani Pedrosa (©Getty Images)

Vinales, Marquez, Rossi, Dovizioso, Lorenzo. All’appello dei pretendenti al titolo non può mancare Dani Pedrosa, terzo alla conclusione dei test in Qatar. I nove giorni di test precampionato sono serviti per migliorare il feeling con la Honda Rc213V e il nuovo motore a scoppi irregolari. HRC punta molto sull’elettronica più che sull’aerodinamica. Rispetto ad un anno fa la moto è già ad un buon livello.

In un team dove tecnici e piloti possono fare la differenza e ribaltare situazioni in breve tempo, la situazione di partenza sembra ottimale per ambire al titolo della MotoGP. Dani Pedrosa ha lasciato un’ottima impressione anche in Malesia e Australia, terminando sempre nelle parti alti della classifica. 5° nella classifica combinata di Sepang, 3° al termine dei tre giorni di Phillip Island. Per il pilota di Sabadell potrebbe essere l’anno buono per essere protagonista nei piani alti, dopo le ultime stagioni alle prese con infortuni e interventi chirurgici.

Negli ultimi quattro anni ha imparato molti segreti di Marc Marquez. Non ne fa mistero. “Sono molto attento, ma ciò che apprendo lo tengo per me”, scherza Pedrosa in un’intervista a ‘Marca’. Ma quest’anno ci sarà un altro ‘mostro’ con cui fare i conti, Maverick Vinales. “Nella lotta per il titolo non è un mistero che ci sarà Vinales, ma bisogna vedere come gestirà la pressione. Sicuramente sarà la sorpresa, se vince sarà destinato a vincere”.

Ma Daniel non ha intenzione di restare a guardare passivamente. L’obiettivo è lottare costantemente per il podio e migliorare il feeling con la moto. Sarà poi l’aritmetica dei numeri a recitare la sua parte e decretare il vincitore. “Una moto è una idea in continua evoluzione – ha sottolineato Dani Pedrosa -, bisogna trovare l’armonia tra moto e pilota, c’è bisogno di sempre maggior connessione tra entrambi”. Del resto migliora anche il connubio tra RC213V e gomme Michelin dopo i problemi di adattamento iniziali. “Certamente oggi, con queste piccole differenze tra i piloti, tutto diventa fondamentale”.