SBK Thailandia: Rea dominator, rimpianti Ducati. Conferme da Yamaha

Jonathan Rea
Jonathan Rea (©Getty Images)

Sono passate appena due gran premi e dunque è presto per emettere sentenze, ma Jonathan Rea sembra avere tutte le intenzioni di ripetere il dominio esercitato sul campionato WSBK nei due anni precedenti.

Ha vinto tutte le quattro gare disputate fino a qui e si trova a punteggio pieno in classifica. Ma se in Malesia i suoi due successi erano arrivati con margine ridotto, invece nel recente weekend in Thailandia il gap è stato notevole rispetto alla concorrenza. Due manche dominate sul circuito Buriram e 100 punti totali nel Mondiale che sono già un segnale importante per chi vorrebbe impedirgli di vincere il terzo titolo consecutivo, impresa mai riuscita a nessuno in Superbike. Il nordirlandese con la Kawasaki compone un binomio strepitoso e l’obiettivo è alla portata.

Però il campionato non è finito, siamo solamente all’inizio e già ad Aragon può esserci un grosso riscatto della Ducati, che in Spagna fa fortissima. Il team Aruba ha lasciato la Thailandia con qualche rimpianto. Chaz Davies in Gara1 è arrivato secondo, ma in Gara2 è arrivata una caduta evitabilissima e solo una bandiera rossa lo ha salvato, consentendogli grazie alla ripartenza di giungere sesto. Aveva il potenziale per ripetere il secondo posto di Gara1, ma ha sciupato tutto e perso punti preziosi. Marco Melandri ha il rammarico di essersi fatto beffare due volte da Tom Sykes, perdendo il podio nella prima manche e il secondo posto nell’altra. Il ravennate ha avuto problemi ai freni, che dopo ottimi avvii di corsa lo hanno messo in difficoltà facendogli perdere competitività via via. Sicuramente, però, poteva provare a difendersi meglio all’ultima curva. Ad ogni modo, il pilota 34enne ha dimostrato di essere ancora competitivo e può guardare con fiducia al futuro.

Positive conferme dalla Yamaha, che già a Sepang era andata bene con Alex Lowes e che a Buriram ha avuto anche un Michael van der Mark consistente. In Gara1 l’olandese si è piazzato quinto, davanti al compagno. In Gara2 l’inglese è arrivato quarto, mentre il teammate ha dovuto ritirarsi per un problema al motore. C’è la sensazione che, progredendo, la R1 possa col tempo inserirsi nella lotta per il podio e dare a volte fastidio a Kawasaki e Ducati.

La BMW con Jordi Torres ha confermato di avere un discreto potenziale, soprattutto per via di un motore davvero potente, però ci si attende un salto di qualità. Lo spagnolo ha comunque raccolto due ottimi piazzamenti, settimo e quinto. Grosse difficoltà per il suo compagno Markus Reiterberger, il cui talento continua ad essere in ombra. Per quanto riguarda Leon Camier, questa non era la migliore pista per la sua MV Agusta.

Proseguono le difficoltà di Aprilia e Honda. Il team Milwaukee ha due buonissimi piloti come Lorenzo Savadori e Eugene Laverty, però ci sono problemi da risolvere sulla moto. Solo 3 punti raccolti nelle due manche in Thailandia e due ritiri. Bruttissima la caduta del pilota italiano in Gara2, ma per fortuna non ci sono state conseguenze gravi. Per quanto concerne il team Red Bull, la nuova Fireblade è un mezzo ancora molto acerbo e in ritardo nello sviluppo. Nicky Hayden a Buriram ha cercato di limitare i danni (9° e 7°), mentre Stefan Bradl è apparso in difficoltà ancora (10° e poi caduta). Sulla moto servono interventi decisi sull’elettronica e sul motore, soprattutto perché in accelerazione non era competitiva abbastanza.

WSBK 2017: CLASSIFICA PILOTI

JONATHAN REA 100 KAWASAKI
CHAZ DAVIES 70 DUCATI
TOM SYKES 62 KAWASAKI
ALEX LOWES 49 YAMAHA
MARCO MELANDRI 45 DUCATI
XAVI FORÉS 34 DUCATI
JORDI TORRES 29 BMW
MICHAEL VAN DER MARK 27 YAMAHA
LEON CAMIER 27 MV AGUSTA
NICKY HAYDEN 21 HONDA
EUGENE LAVERTY 15 APRILIA
MARKUS REITERBERGER 15 BMW
ROMÁN RAMOS 13 KAWASAKI
ALEX DE ANGELIS 12 KAWASAKI
LORENZO SAVADORI 10 APRILIA
RANDY KRUMMENACHER 10 KAWASAKI
STEFAN BRADL 8 HONDA
RICCARDO RUSSO 4 YAMAHA
JOSHUA BROOKES 4 YAMAHA
ONDREJ JEZEK 3 KAWASAKI
AYRTON BADOVINI 2

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)