Rissa in NASCAR al termine della gara di Las Vegas

Kyle Busch (© Getty Images)

Che gli americani amino lo spettacolo non è un mistero. La loro visione del motorsport è infatti da sempre caratterizzata dalla commistione di tre elementi. Velocità altissime, incidenti possibilmente violenti e parole grosse al traguardo figlie di un’inevitabile adrenalina a mille.

E proprio questi o quasi sono stati gli ingredienti del round di Las Vegas della NASCAR, in scena nella notte di domenica. Protagonisti di una vera e propria rissa alla bandiera a scacchi il veterano Kyle Busch e il giovane Joey Logano.

Le ragioni sono tutte da ravvisare in un contatto nelle fasi concitate del fine corsa quando nella lotta per la quarta piazza il 26enne del team Penske ha spinto  il collega della Toyota. Finito poi in testacoda dall’altro lato della pista e costretto al ritiro.

Il casus belli è nato da un problema sull’auto di Brad Keselowski. In testa quando mancavano due tornate al termine. E poi costretto a rallentare a favore di Martin Truex.  Presa la parte alta dell’ovale a velocità ridotta il driver del Michigan si è in seguito trovato in scia il duo Bush-Logano in quel momento in bagarre.  Scongiurata la collisione il duello per la posizione tra i due è proseguita nella curva successiva quando Logano  dopo essersi spostato ha toccato Busch. E fine dei giochi.

“Di solito non abbiamo mai problemi nei testa a testa”. Si è difeso Logano. “Ad un certo punto mi ha stretto e per poco non ho colpito Keselowski. Ho soltanto cercato di riprendere il centro. Non è stato nulla di intenzionale. Ma lui pensa che lo sia”.

“Sono stato buttato fuori!”. La rabbia di Busch, con il volto segnato dal sangue dopo le botte da orbi con la crew del pilota Ford. “Ha preso la curva full gas e mi ha urtato. Queste sono le sue gare!”.

Bisogna dire che per il 31enne grande esperto della NASCAR la gara si era già messa male quando dopo aver a lungo battagliato per la vittoria era stato penalizzato per eccesso di velocità in pit lane.