La Honda avvisa: “Il nostro svantaggio potrebbe anche crescere”

Fernando Alonso, McLaren (©Getty Images)

La stagione 2017 della F1 non è ancora ufficialmente iniziata, ma l’esito semi tragico dei testi invernali della McLaren ha già fatto tremare la Honda. Nuovamente sotto i riflettori causa un’affidabilità assai scarsa. Basti considerare che in otto giorni di prove sono stati necessari sei power unit. Il motorista nipponico ha ammesso di arrivare in Australia con il cuore in gola.

“Non ci aspettavamo di incontrare tanti problemi sul nostro gruppo propulsore”. Ha dichiarato a Racer.com il responsabile Yusuke Hasegawa.

“Conoscevamo il nostro livello di performance ma non quello della concorrenza. E oggi, alla luce di quanto visto nel confronto, siamo un po’ spaventati dalla situazione. Sarebbe dunque troppo ottimista affermare di attendersi un buon risultato in Australia”. Le parole poco confortanti del manager Honda. “Siamo stati colti di sorpresa dalla grande varietà di guasti che si sono verificati in pista. Sinceramente al banco non era mai capitato. In particolare quanto accaduto nella prima e nella quinta giornata”.

“Dal punto di vista della prestazione pura sono convinto che siamo cresciuti. Tuttavia sembra che gli altri fornitori abbiano fatto passi avanti maggiori rispetto a noi. Per questo il gap potrebbe addirittura aumentare nel corso del campionato. Il che sarebbe davvero deludente”. La glaciale presa di coscienza che potrebbe mandare in crisi anche un Samurai come Fernando Alonso.

Leggermente più positivo si è invece proclamato il boss del muretto di Woking Eric Boullier. “Nonostante le numerose noie tecniche apparse nelle due settimane, abbiamo imparato molto della monoposto. E ora sappiamo dove intervenire”. Il commento del francese. “Il fatto è che certe cose non si possono risolvere in un attimo. Per cui la speranza è che si riesca a fare qualche progresso da qui a Melbourne. I ragazzi del team stanno lavorando sodo e tutti sono motivati a trovare un modo per riprendere la direzione che si vorrebbe. Di certo i test non sono stati semplici per noi”.

Chiara Rainis