La F1 in Portogallo per un round fuori calendario?

F1 Texas (© Getty Images)

Non appena diventata proprietaria la Liberty Media aveva rivelato la propria intenzione di spingere in Circus verso gli Stati Uniti, e ugualmente di rafforzarne le  storiche radici europee.

Passati ormai alcuni mesi da quel momento. E giusto ad un paio di settimane dal primo GP della stagione a Melbourne, il nuovo Gotha della F1 ha fornito qualche dettaglio circa i suoi piani per il futuro.

Tra questi, figurerebbe la possibilità di avere una gara fuori calendario da disputarsi nel Vecchio Continente. Magari a febbraio. Una proposta avanzata dal “volpone” Ross Brawn  e accolta con favore dal Portogallo. Subito pronto ad avanzare la candidatura di Portimao come papabile sede.

“Una corsa di F1 nell’Algarve sarebbe interessante a livello mediatico e di impatto dal punto di vista del turismo”. Ha affermato ad Autosport il responsabile del circuito Paulo Pinheiro. “Il processo dovrebbe essere finalizzato nei prossimi giorni. Infatti lo Stato si è detto disposto ad intervenire a livello finanziario”.

E proprio a  sugli obiettivi fissati dalla neo dirigenza si è espresso parlando a Motorsport.com il CEO Greg Maffei. “Innanzitutto dovremo rendere i gran premi eccitanti e vantaggiosi per i promoter. Un po’ sulla scia di Abu Dhabi, Singapore e Città del Messico. E utilizzare quelle esperienze per riportare in calendario o mantenere i tracciati tradizionali che non possiedono molte risorse ma che hanno sempre regalato emozioni. E’ vero che le location vanno e vengono, però quando si vedono piste storiche sparire (Germania e Francia, quest’ultima tornerà nel 2018) è qualcosa di estremamente negativo”.

Infine sul numero di  prove previste, Maffei non ha nascosto di puntare ad un aumento, forse 25, in stile NASCAR.  “Andando in Paesi diversi non si rischia di annoiare o di non vendere i biglietti”. Ha argomentato. “Finora il target di riferimento della categoria è stato un pubblico dal reddito alto. Tuttavia il nostro target è allargare il bacino. Non vogliamo essere lontani dal consumatore”.

Chiara Rainis