Jean Todt: “Non vedremo più i motori V10 e V12 in F1”

Jean Todt (©Getty Images)

Chi ha avuto la possibilità di osservare le monoposto della rivoluzione tecnica in azione nei test di Barcellona, avrà potuto constatare come non siano quel granché differenti rispetto alle più recenti. E’ vero. Da vicino presentano diversi dettagli inediti. Le gomme sono più larghe ed aggressive. I tempi sul giro a loro portata decisamente più bassi. Ma la musica sembra essere sempre la stessa. Non sanno regalarti il brivido delle auto del passato. E questo molto probabilmente a causa di un rumore lontano anni luce da quello penetrante che aveva colpito al cuore migliaia di appassionati negli anno d’oro del Circus.

Il grosso della “colpa” è sicuramente da imputare alle power unit. Complesse e supertecnologiche unità motrici che mescolano al propulsore V6 turbo quel tocco di elettrico 2.0 che fa avanguardia verde. Un’introduzione firmata 2014 con l’obiettivo di rendere la F1 più ecologica e in linea con i tempi. E che nel 2020 potrebbe vedere già il tramonto.

In quell’occasione scadrà il primo contratto stabilito dalla FIA e i team si troveranno di nuovo nella necessità di decidere del futuro.

“Sarà nostra responsabilità non guardare al breve termine e pensare a quello che sarà lo sport nel 2021, o nel 2030”. Ha dichiarato il Presidente della Federazione Jean Todt al magazine AUTO.

“Il principio delle corse automobilistiche non verrà mai perso, tuttavia sarà importante prendere in considerazione l’evoluzione della società”. Ha sottolineato l’ex boss Ferrari.

“Quando si vede porre tante volte l’accento sul rischio dei cambiamenti climatici o dell’inquinamento, si sente la responsabilità di partecipare alla ricerca della soluzione. Una gara di F1 fa meno danni di un areo che da Parigi va a New York. Ma dobbiamo comunque essere un esempio. Di conseguenza difficilmente si tornerà ai motori V10 o V12. Sarebbe una strada impossibile da accettare per la società. Anzi sono altresì convinto che se proponessi ai costruttori i propulsori di una decina di anni fa, minimo tre o quattro andrebbero via”. Ha spiegato.

Quindi sulle problematiche che da tempo stanno attanagliando la categoria Jean Todt ha puntualizzato: “Dovremmo adottare un approccio più stabile per incentivare l’ingresso della Case e proteggere gli investimenti. A mio avviso non si possono introdurre ogni stagione delle nuove tecnologie. E’ insostenibile dal punto di vista finanziario. I costi attuali sono già di per sé assurdi. Il mio impegno sarà dunque quello di cercare un modo per ridurre le spese. Ma per farlo sarà necessario trovare una base d’intesa tra le parti. Il che non è facile”.

Chiara Rainis