Eric Boullier: “Tante fake news sulla McLaren”

McLaren (©Getty Images)

Come molti sapranno nei primi cinque giorni di test invernali finora disputati la McLaren è stata costretta a sostituire la power unit per ben sei volte. Un numero quasi da guinness capace di rovinare il sonno di chiunque. Una grande preoccupazione che potrebbe non essere l’unica in casa Woking considerate le lamentale avanzate da Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne circa la scarsa maneggevolezza della MCL32.

Critiche messe sotto traccia dai vertici e soprattutto definite dal responsabile del muretto Eric Boullier “false”. Sulla scia del motto del Tycoon USA.

“La monoposto ha risposto bene ad ogni modifica apportata e i piloti si sono detti soddisfatti”. Ha affermato il manager a Motorsport.com.

“Ho letto in giro di alcuni commenti relativi alla poca manovrabilità nelle curve 1,2 e 3. A mio avviso, utilizzando un termine di Donald Trump, si tratta di “fake news”. Infatti le problematiche non riguardano il solo telaio. Con questi motori ibridi quando agisci sull’acceleratore si innesca una potenza elettrica on/off. Poi sul fondo c’è il turbo. Quindi se in quella sezione ci sono degli intoppi il retro dell’auto appare nervoso e puoi perderlo. Anche se in realtà non c’è nulla che non vada a livello di chassis”. Ha spiegato il francese.

“Al momento stiamo utilizzando una MCL32 con specifiche base. Stiamo provando diverse parti nuove. E solo in Australia avremo il pacchetto definitivo”. Ha aggiunto.

“Purtroppo i tanti guasti al motore ci hanno portato a non spingere molto”. Ha punzecchiato la Honda Eric Boullier. “Il che significa non aver potuto stressare a dovere gomme e freni. Ovvio che ci sono delle conseguenze nel percorrere il rettilineo 15/18 km/h in meno del normale. Ma ugualmente abbiamo cercato di raccogliere il massimo dai dati accumulando chilometri. L’obiettivo resta verificare che non vi siano discrepanze tra la pista, le simulazioni e il lavoro in fabbrica. Certo un po’ più di velocità ci sarebbe utile per analizzare altri fattori…”.

Chiara Rainis