Adolf Hitler, scambio d’identità per la vettura del Fuhrer

Auto di Adolf Hitler photo by Robert Klara

La seconda guerra mondiale termina ufficialmente il 2 settembre 1945, lasciandosi dietro di sé una scia di morte e desolazione. Dopo quella data tanti simboli e tante istituzioni cadranno per sempre. Tra gli avvenimenti più importanti c’è la fine del Terzo Reich, con la morte di Adolf Hitler e tutto ciò che ne rappresentava. La Germania nazista, infatti, era stata ammaestrata per oltre 10 anni a rispettare simboli e istituzioni sino a pochi anni prima inesistenti.

Tra i simboli più importanti dell’epoca c’è sicuramente la vettura del Fuhrer, una Mercedes-Benz 770K W150 realizzata appositamente per Adolf Hitler in un modello speciale aperto. La vettura in questione aveva una bellezza a dir poco sinistra, pesava circa 5 tonnellate. Proprio da quella imponente auto, il capo della Germania nazista salutava folle deliranti con il classico saluto romano.

Lo scrittore Robert Klara ha scritto il libro “The Devil’s Mercedes: The Bizarre and Disturbing Adventures of Hitler’s Limousine in America”, in cui viene analizzata proprio la famosa vettura  del Fuhrer. La Mercedes-Benz 770K W150 era completamente blindata e dotata di scomparti nascosti per pistole.

Molte delle famose limousine di Adolf Hitler furono distrutte dai bombardamenti, ma 2 esemplari arrivarono negli Stati Uniti e furono anche utilizzate per manifestazioni di beneficenza. Attorno alla vettura tante leggende si sono alimentate, c’era chi diceva che il fantasma del Fuhrer sedesse ancora su quei sediolini.

Adolf Hitler, la limousine era inespugnabile

Nel 1948 Christopher Janus ha offerto 35mila dollari per acquistare una Mercedes-Benz 770K W150, ma non una semplice, bensì quella personale di Adolf Hitler. Gli amici dell’uomo gli avevano caldamente sconsigliato di acquistare l’auto che aveva ospitato l’uomo più disprezzato del XX secolo.

La vettura era imponente e di colore blu scuro e all’interno coniugava il lusso più sfrenato all’efficienza delle blindature che la rendevano inespugnabile. L’auto di Adolf Hitler in breve tempo è diventata una vera e propria attrazione per il pubblico che accorreva in massa a vederla. Insomma Janus si accorse di aver fatto un vero e proprio affare, non solo, l’uomo cominciò ad abbellire la storia della vettura con particolari che ne alimentavano il mito.

Nel 1952 però dopo averci guadagnato tanti soldi, Janus decise di vendere l’auto ai collezionisti George Waterman e Kirkland Gibson. Quella che però era ormai famosa come l’auto di Adolf Hitler, in realtà era solo una vettura commissionata dal Fuhrer per Mannerheim, presidente finlandese.

Più o meno nello stesso periodo però un’altra vettura era arrivata in Canada, senza però tutto il clamore che aveva suscitato l’auto di Janus. Siamo ormai nel 1970 quando Ludwig Kosche, un bibliotecario tedesco che lavorava al museo dove si trovava la misteriosa limousine comincia ad indagare per capirne la provenienza.

Giorno dopo giorno Kosche capisce che quella Mercedes-Benz 770K W150 altri non era che l’auto di Adolf Hitler, una vettura che aveva servito il Fuhrer per 1 anno e 8 mesi. In un primo momento il museo non diede credito alle ricerche dell’uomo, solo 4 anni più tardi, infatti, fu presa la decisione di rinominare l’attrazione contenuta nel Canadian War Museum, come l’auto di Hitler. La macchina in questione non ha nulla a che vedere con la storia canadese, ma risulta comunque essere l’artefatto più famoso contenuto nell’edificio.

Antonio Russo