La McLaren riconosce: “Honda in ritardo di tre anni”

Stoffel Vandoorne, McLaren Honda (©Getty Images)

Nei primi test invernali al Montmelo l’abbiamo vista più volte ferma ai box per sopraggiunti problemi alla power unit. Impaperata per l’incapacità di mettere il giusto quantitativo di benzina utile per compiere un giro. In continua attività con le gomme ultrasoft nel tentativo, fallito, di fermare il cronometro su un tempo almeno un minimo competitivo.

Se chi ben comincia è già a metà dell’opera. Per la McLaren allora potrebbero essere guai grossi. Perché sì. Malgrado una rivoluzione tecnica e regolamentare adatta per i colpi di mano. Quanto pregustato finora a Barcellona pare essere un ennesimo colpo basso all’orgoglio della scuderia di Woking.

“Sinceramente avevamo aspettative più alte rispetto a queste prove. Insomma, l’inizio non è stato quello che volevamo”. Ha ammesso al sito ufficiale della F1 il responsabile del muretto Eric Boullier.

“Nei prossimi giorni in Giappone avranno, quindi, parecchio da fare. Dovranno cercare di capire cosa non ha funzionato. E il motivo dei tanti guasti al motore. Nulla di particolarmente grave non essendo legati al design ma comunque da risolvere”. Ha punzecchiato il manager francese sottolineando l’importanza del propulsore nel Circus 2.0.

“In passato una differenza di 30, 40, 50 cavalli riuscivi a compensarla con un buon telaio. Oggi non è più possibile. Le power unit non riguardano la mera potenza, bensì conglobano:  erogazione, recupero e sviluppo. La Mercedes lo ha compreso prima degli altri ed è per questo che continua ad essere davanti.

“A mio avviso la Honda è tre anni indietro rispetto alla Casa di Stoccarda, o a Renault e Ferrari”. Ha ammesso l’ex boss di Enstone. “Loro hanno cominciato nel 2010 partendo da un’organizzazione motoristica di F1 pre-esistente. I nipponici, invece, hanno deciso soltanto nel 2013 di rientrare e lo hanno fatto partendo da zero. Sono stati costretti a comprare tutto e a trovare il personale adeguato. Alla fine ci sono costruttori che sono impegnati da sette stagioni e ancora faticano. Queste unità sono davvero complicate. Non ci sono scorciatoie. E’ un processo da affrontare passo per passo”.

Infine una battuta sugli aggiornamenti e le evoluzioni in programma per il GP d’Australia. Apertura del campionato 2017. Il 26 marzo. “Per l’occasione porteremo preghiere e candele!”. Ha scherzato Eric Boullier. “No, al momento vogliamo solo concentrarci sull’ultima tranche di test. A Melbourne potremo contare sul meglio che avremo a disposizione”.

Chiara Rainis