Bollo Auto: i rischi per chi non lo paga

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Il bollo auto è un tributo locale che gli automobilisti eviterebbero volentieri di pagare. E sono in molti che decidono di non fare il versamento previsto a favore della propria Regione. Ovviamente, ciò comporta delle conseguenze.

Stando a quanto rivelato dal noto portale laleggepertutti.it, chi non paga il bollo auto adesso rischia anche il fermo amministrativo oltre alle sanzioni fiscali già previste. Chi non versa l’importo richiesto non può neppure circolare. E se questo tributo non viene versato da oltre tre anni, si rischia ora anche la radiazione dal Pra (Pubblico Registro Automobilistico) del veicolo. Bisogna prestare molta attenzione, dunque. La legge è severa in materia e sgarrare può costare caro.

Ma se a volte la sanzione economica può non spaventare (in base alle tasche di ciascuno, ovviamente), così come il fermo momentaneo dell’auto fino al pagamento. Invece la radiazione dal Pra del mezzo è un problema non di poco conto, visto che si perde il diritto di poter circolare con esso. Si tratta della sanzione più severa prevista, nel caso in cui per almeno tre anni non venga pagato il bollo.

Bollo Auto: sanzioni nei vari casi

Il portale laleggepertutti.it spiega quali sono le varie sanzioni a seconda dei due casi da prendere in esame: a) chi paga il bollo in ritardo; b) chi non paga il bollo auto.

Per quanto concerne la prima ipotesi le sanzioni sono variabili e si può contenere i danni, grazie al nuovo ravvedimento operoso, se si paga entro un anno:

  • se si paga nei primi 14 giorni la sanzione è dello 0,1% dell’imposta evasa per ogni giorno di ritardo;
  • se si paga dal 15esimo al 30esimo giorno, la sanzione si riduce invece a 1/10 dell’imposta evasa;
  • se si paga dal 30esimo al 90esimo la sanzione è pari al 1,67% dell’imposta evasa;
  • se si paga dal 90esimo giorno fino a un anno, la sanzione è pari al 3,75%;
  • se si paga dopo un anno non si può più usufruire del ravvedimento operoso e si applica una sanzione pari al 30% dell’imposta evasa oltre agli interessi dello 0,5% per ogni sei mesi di ritardo.

Se non vengono rispettati i suddetti termini, la Regione deve inviare un avviso di pagamento entro massimo tre anni (decorrenti dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui doveva avvenire il versamento). Se tale scadenza viene superata, sopraggiunte la prescrizione e l’automobilista non deve pagare nulla. Se invece la richiesta di pagamento avviene, la somma viene iscritta a ruolo e comunicata all’Agente della riscossione (Equitalia o, dal 1° luglio 2017, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione). Esso deve notificare la cartella esattoriale entro massimo due anni, altrimenti si verifica la decadenza del bollo auto e l’automobilista non deve versare niente.

Quando la cartella di pagamento viene notificata, l’Agente della riscossione deve notificare il pignoramento o il sollecito di pagamento entro altri 3 anni (sempre a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo), altrimenti sopravviene la prescrizione. Nel caso in cui, superati i 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, il contribuente non paga sono previste diverse sanzioni.

  • Blocco Auto o fermo amministrativo (Ganasce fiscali): il caso più noto di sanzione e comporta il divieto di circolare, a meno che non si dimostri che l’automobile è necessaria per il lavoro e solo per tale utilizzo viene concessa la circolazione. Ma tale circostanza va dimostrata. L’auto con il fermo si può vendere, ma la sanzione resta attiva. Si può tornare a circolare se si chiede una dilazione di pagamento della cartella esattoriale e versando la prima rata si ottiene una sospensione del fermo. Concludendo i pagamenti il blocco auto viene poi cancellato.
  • Radiazione dal Pra: chi non paga il bollo non può più circolare con la propria auto.
  • Pignoramento: l’automobilista rischia il blocco del conto corrente, della pensione o dello stipendio.

 

Matteo Bellan