Maverick Vinales predestinato: può vincere il titolo MotoGP

Maverick Vinales
Maverick Vinales (©Getty Images)

Niente periodo di apprendimento, Maverick Vinales nei test ha subito dimostrato di essere velocissimo con la Yamaha. Pur provenendo da una moto diversa, seppur non radicalmente, come la Suzuki ha fatto vedere immediatamente di essere a suo agio sulla M1. Un adattamento naturale, come se il mezzo gli fosse stato disegnato su misura.

Scontato che lo spagnolo venga subito considerato uno dei contendenti per il titolo MotoGP 2017. Ovviamente tra test e gare ci sono differenze non di poco conto, però è difficile pensare che non vedremo il 22enne di Figueres non competitivo appena il campionato scatterà il 26 marzo in Qatar. Lui ha talento e qualità che ne fanno un ottimo pilota, inoltre guida una grande moto. Ci sono tutti gli ingredienti per vederlo protagonista e rivale di Marc Marquez per il Mondiale.

Maverick Vinales vincerà il titolo MotoGP 2017?

Maverick Vinales è riuscito finora a mettere in ombra un nove campione del mondo e una star come Valentino Rossi, ma in silenzio e senza arroganza. Sempre molto rispettoso e misurato nelle dichiarazioni sul suo compagno. Approccio molto intelligente all’interno di un box in cui il Dottore è di casa da anni. Ma il team Movistar tratta i propri rider allo stesso modo e crede fortemente in entrambi.

Ovviamente al nuovo arrivato non dispiacerebbe affatto mettersi subito dietro il 38enne di Tavullia, come avvenuto nei test finora disputati. Allo stesso tempo sa che non bisogna dare per sconfitto Rossi già ora, solo per dei test. Conteranno le gare, dove spesso Valentino si esalta e si dimostra un osso duro per i giovani rivali. Ad ogni modo, il giovane catalano probabilmente sta stupendo anche il suo teammate, che sapeva di avere a che fare con un bravissimo pilota ma che non si aspettava potesse andare così forte subito.

Carlo Pernat nella recente intervista che ha concesso proprio a noi di Tuttomotoriweb.com ci è andato cauto su Vinales. Lo ha definito un clone di Jorge Lorenzo, perché finora ha vinto l’unica gara in MotoGP andando in fuga e nei duelli corpo a corpo si è visto poco. La Suzuki forse non lo agevolava, ma sarà con la Yamaha che adesso dovrà dimostrare il suo livello. Maverick sarà atteso al varco. Lotterà subito per il titolo MotoGP oppure i risultati dei primi test sono stati illusori? Lo scopriremo tra non molto…

Paolo Beltramo: Maverick Vinales, un predestinato

Paolo Beltramo, noto giornalista che si occupa di motociclismo da anni, ha fatto un’analisi su Maverick Vinales per Sky Sport. Ha definito lo spagnolo un predestinato, ricordando anche i suoi esordi nel Motomondiale. Nel 2011 al primo anno di 125 vinse a 16 anni la prima gara al quarto GP disputato e in stagione trionfò altre tre (più cinque podi ulteriori) volte chiudendo il campionato al 3° posto. Dimostrò subito di andare forte.

Nel 2012 corre nella neonata Moto3 con una FTR: vince cinque gare, due volte finisce secondo e fa pure cinque pole, ma alla vigilia del GP di Malesia decide di non correre convinto che la squadra non gli fornisca materiale competitivo. Chiuderà la stagione al 3° posto. Si capì che, oltre ad avere talento, aveva pure carattere nonostante la giovane età. Nel 2013 passaggio in KTM e primo titolo. Tre vittorie, otto secondi posti, quattro terzi.

Nel 2014 approda in Moto2 e ci resta solo un anno, in cui chiude terzo. Vince alla seconda gara e poi trionfa in altre tre. Nella stagione seguente potrebbe restare nella categoria e puntare al titolo, ma la Suzuki punta su di lui per il ritorno in MotoGP. A 20 anni Vinales è in MotoGP, dove cresce tanto assieme al team e nel 2016 arriva la prima vittoria (Silverstone) insieme ad altri tre podi e un quarto posto finale in campionato. Paolo Beltramo dice che adesso con la Yamaha ci sono le possibilità che Maverick può lottare per il titolo con Marc Marquez, anche se Valentino Rossi non va dimenticato e neppure la Ducati e la Suzuki stessa vanno snobbate.

Beltramo definisce così Vinales: “Affamato, esperto, consapevole, preparato, serio. Non è un personaggio. Lui è soprattutto sostanza, dedizione, allenamento duro e quotidiano. Lo vedi ed è normale, semplice, né arrogante, né pacione, sorridente, gentile, controllato. Lo straordinario lo tira fuori in pista, la sua guida è fatta molto di corpo, è fisica, spettacolare, estrema, divertentissima, efficace, molto personale. Nessuno usa corpo e spalla come lui, neppure Marquez”.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)