WSBK, La Ducati spaventa Jonathan Rea e la Kawasaki

Jonathan Rea (©Getty Images)

Le Ducati di Davies e Melandri fanno decisamente paura a Jonathan Rea. Il due volte campione del mondo Superbike, reduce da un impressionante bottino di 23 gare vinte in due anni, ha ammesso alla viglia del debutto stagionale in Australia, di temere i due portacolori di Borgo Panigale. Apparsi piuttosto competitivi nei test invernali.

“L’approccio a questo campionato sarà diverso. Il mio sogno era vincere il titolo almeno una volta e ci sono riuscito. Il bis mi ha dato molta motivazione perché la Kawasaki aveva portato una moto nuova e avevo tanta voglia di farla subito vincere o comunque di regalare un nuovo successo al team. Ora lo sprone è la paura di non farcela”. Ha confidato l’irlandese a Motorsport.com.

“Questa è una serie molto maschia. Uno sporto ricco di testosterone. Il che rappresenta un motivo in più per non voler perdere. O meglio le sue gare ti incentivano a preparati ancora meglio di quanto facevi in passato”. Ha proseguito il rider classe ’87 elogiando la competitività dei round della categoria.

“Realisticamente parlando ci saranno almeno tre/cinque piloti in grado di battersi per la vittoria finale, per cui durante la pausa ho lavorato sodo da solo e con la squadra per essere al top. Sapendo di dover affrontare forse la mia più grande sfida finora”. il suo pensiero.

Quindi a proposito del suo rivale più pericoloso per il 2017 Jonathan Rea sembra non avere dubbi. Snobbando. Forse per il classico odio tra compagni di box, il campione 2014 Tom Sykes.

“Al termine della passata stagione l’ho spuntata io, ma Chaz Davies stava dominando”. Ha sottolineato ricordando i sette centri nelle ultime otto manche del ducatista britannico.

“Quello che ha fatto è stato incredibile. Anzi la sua supremazia ha funzionato da input per farmi preparare ancora meglio. Insomma ho cercato di non lasciare niente al caso e oggi mi sento davvero in ottima forma. Sono pronto. E tuttavia non voglio sottostimare quanto mi aspetta”. Ha concluso l’iridato.

Chiara Rainis