Lewis Hamilton vuole una F1 più social

Lewis Hamilton (© Getty Images)

La Liberty Media dovrà innanzitutto alleggerire le regole sull’uso dei social network nei weekend di gara. E dunque consentire ai piloti di interagire più spesso con i tifosi. Questo il primo comandamento di Lewis Hamilton. Intervenuto a margine della presentazione della sua nuova Mercedes W08 sul circuito di Silverstone.

“Se guardiamo al calcio, piuttosto che all’NBA o all’NFL l’uso di queste piattaforme è molto più diffuso”. Ha dichiarato a Motorsport.com puntando poi il dito contro le assurde restrizioni imposte dalla FIA circa la possibilità di mettere in rete immagini e video girati nel paddock.

Per chi non fosse un grande amante del Circus, ricordiamo, che nel 2016 Ham era anche stato aspramente criticato dalla stampa per essersi messo a giocare su Snapchat nel corso della conferenza pre-GP del Giappone.

“In F1 ogni volta che si pubblica qualcosa si viene attenzionati dalla Federazione. Io stesso ho ricevuto diversi richiami formali”. Ha rammentato il tre campione del mondo. “Quest’anno spero che cambi qualcosa. E che venga consentito l’utilizzo dei social media. Anche perché sono un incredibile mezzo di comunicazione”.

“A mio avviso sono uno strumento gratuito e immediato, utile per promuovere lo sport in tutto il mondo e farlo crescere attraverso la condivisione. Ad esempio. Io ho dei follower che non seguono la categoria da molto, ma avendo degli amici interessati è stata come una catena e pure loro hanno cominciato a guardare le gare. Penso quindi che si tratti di un metodo nuovo e piuttosto veloce”.

Dal canto suo Toto Wolff, pur appoggiando l’appello di Lewis Hamilton, ha preferito dettare una differente agenda alla neo proprietaria Liberty Media. Mettendo al vertice dei punti da modificare, la distribuzione dei proventi. Stabilita finora con contratti a lungo termine.

“Simili accordi aiutano la stabilità, il che è ottimo, tuttavia creano delle limitazioni. E bloccano la chance di qualunque cambiamento”. Si è lamentato il boss di Stoccarda. “Comunque da quanto so alcuni aspetti saranno subito rivisti. E parlo della maggior accessibilità del paddock, piuttosto che di un incremento della libertà per piloti, squadre e media”.

“Di certo ultimamente ci sono stati diversi scambi con Ross Brawn, Chase Carey e Sean Bratches. Tutti e tre sono sembrati interessati ad ascoltare le nostre opinioni per capire meglio quali sono i deficit e quali le possibili opportunità. Il loro approccio si è dimostrato pro-attivo. Ossia come dovrebbe essere”. La conclusione del manager ed ex driver austriaco.

Chiara Rainis