Lewis Hamilton contro la moda dello “shoey”

Lewis Hamilton (© Getty Images)

Lewis Hamilton. L’uomo dei collanoni d’oro. Dei tatuaggi. E degli addominali a tartaruga in bella vista. Lo shoey. La moda a dir poco selvaggia lanciata da Ricciardo lo scorso anno sul podio del GP di Germania. Proprio non riesce a digerirlo.

Per i meno avvezzi del Circus si tratta di bere dello champagne da una delle scarpette utilizzate in corsa. Un’immagine non esattamente piacevole per chi guarda. Figuriamoci per chi lo fa!.

“Lo trovo disgustoso!”. Ha confidato il tre volte iridato a UBS Formula One.

“Daniel è riuscito a crearsi un suo “gesto” e lo ammiro per questo. E’ fantastico vedere che gli piace bersi il sudore dei piedi. Ma io non lo farò mai! In assoluto”. Ha ribadito.

“Non capite. In macchina fa caldissimo e i fluidi idraulici che convergono verso il basso toccato i 300 °C. Qualcosa di pazzesco! Mio padre direbbe che ci si beve il formaggino”. Ha  scherzato.

Parlando invece della stagione che sta per iniziare e della nuova Mercedes W08 che verrà svelata a Silverstone il 23 febbraio l’inglese ha dichiarato. “Sembra una barca. E’ decisamente più grande rispetto alle precedente. Sia in termini di lunghezza, sia di larghezza”.

“Ricordo che nel 2007 e nel 2008 lo spazio tra i serbatoio e il retrotreno era piuttosto piccolo. Dunque in pista si vedranno auto molto diverse da quelle a cui siamo abituati. Sono certo che i fan apprezzeranno dato che anche le gomme saranno più larghe”. Ha sottolineato.

Quindi sul rapporto con il nuovo compagno di scuderia Bottas e il disappunto espresso di recente circa il flusso della telemetria tra i due lati del box. Il 31enne ha tentato di smorzare i toni. “Ci tengo a chiarire che non volevo criticare il team. La mia opinione sui dati era in generale. L’ho sempre pensata così. Un pilota non dovrebbe studiare le informazioni del proprio team-mate. Comunque non c’è alcun problema con Valtteri o la Mercedes”.

Viva i circuiti cittadini

Infine Lewis Hamilton ha dedicato un pensiero ai circuiti che caratterizzano il calendario della F1.

“Non sono necessariamente un sostenitore dei nuovi tracciati. Alcuni sono stati costruiti troppo lontano dai centri abitati e non ne capisco il motivo. Un esempio è la Cina. In altri casi si corre dove c’è pochissimo seguito”. Il suo parere. “A mio avviso, dunque, si dovrebbe privilegiare le città. New York sarebbe incredibile. Alla fine gli Stati Uniti sono sterminati ma ospitano un solo appuntamento. Anche Londra non è da scartare anche se  il suono dei V6 non è il massimo. Anzi proprio su questo punto, spero si possa tornare al vecchio rumore!”. Ha concluso il driver di Stevenage.

Chiara Rainis