Elena Myers molestata sessualmente, carriera finita?

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Elena Myers è stata la prima e unica motociclista a conquistare una vittoria a Daytona ed in un campionato AMA Pro Road Racing. Un anno fa ha annunciato l’impossibilità di ripresentarsi alla MotoAmerica Superbike per mancanza di sponsor. Ma la sua scelta fu dettata anche dallo shock per molestie sessuali trapelate solo da pochi giorni.

La motociclista californiana ha sconvolto il mondo delle due ruote rompendo il silenzio. Era il settembre del 2014, si trovava in un hotel prestigioso di Philadelphia all’indomani di una gara al New Jersey Motorsports Park. All’epoca aveva 20 anni e aveva chiesto un massaggio sportivo per provvedere al ginocchio gonfio e alla schiena dolorante in seguito ad una caduta. Nella struttura era presente anche sua madre.

Elena Myers è stata accolta nella zona termale dell’hotel da Jerome McNeill, che solo cinque mesi prima aveva ottenuto dallo Stato della Pennsylvania la licenza di massaggiatore. L’uomo di origine africana era di cinque anni più anziano e molto più grande della giovanissima atleta. Non era la prima volta che Elena si ritrovava dinanzi a fisioterapisti di sesso maschile, non si è mai posta il problema.

Un episodio che non potrà mai dimenticare

Ma la motociclista non sapeva che McNeill era stato accusato di aver violentato una bambina di dodici anni nel 2007 e successivamente altre tre donne. Ma le accuse non hanno trovato giustizia perchè mancava sempre il testimone chiave. “Ho avuto centinaia di massaggi. Ma nulla di lontanamente simile mi era capitato in precedenza. Ero sotto shock. Era molto più grande e più forte di me, così ho voluto evitare un’escalation. E ‘stato terrificante, una terribile esperienza”, ha raccontato Elena Myers.

McNeill ha negato tutte le accuse e non c’erano testimoni. Non è andata alla polizia ed è tornata a casa ad Atlanta. “Ho voluto risparmiarmi una dichiarazione alla polizia e dimenticare questo incidente – ha detto oggi -. E’ stato molto inquietante per me… il direttore del centro benessere, il direttore, nessuno mi ha creduto. Ero in un paese straniero, non volevo sopportare altre domande. E io non volevo affrontare il mio aguzzino”.

Oltre ad aver abbandonato le cose oggi soffre di crisi di panico. Quando ha sentito che un’altra vittima di sesso femminile iha fatto causa all’hotel la sua fiducia è cresciuta. “Ma non è una questione di soldi”, ha assicurato Elena Myers. “Voglio incoraggiare altre donne, che sono state molestate, a resistere”. Il procedimento penale è ancora in corso. Ma la sua carriera sembra essere finita. “Ho zero voglia di salire su una moto da corsa. Forse un giorno cambierò idea”.