MotoGP, Marc Marquez: “Seguire Vinales è molto interessante”

Marc Marquez
Marc Marquez (©Getty Images)

L’ultima giornata di test MotoGP a Phillip Island ha regalato le prime schermaglie in pista. Marc Marquez potrebbe essere costretto ad inseguire la Yamaha di Maverick Vinales, quindi si è messo in scia per studiarne i segreti. Una mossa “bassa” ma astuta che preannuncia una lunga sfida senza esclusione di colpi.

Il campione in carica resta imbattibile sul ritmo gara, ma il neo pilota Movistar ha stabilito il giro più veloce in ogni uscita da quando ha lasciato la Suzuki. Difficile per il campione in carica dormire sonni tranquilli, meglio seguirne la scia e infastidire l’avversario. Una pretattica psicologica e poco elegante che può sortire i suoi effetti.

“Dopo cinque giri che l’avevo dietro ho dovuto interrompere la simulazione di gara – ha affermato Vinales -. Ad ogni modo, la pista è lunga quattro chilometri. E’ strano che lui era dove stavo io”. Eppure non punta l’indice sull’avversario ma rilancia la sfida: “Questa motivazione, questo combattimento… E’ così bello”. La prossima volta potrebbe essere il pilota Yamaha a mettersi in scia. La danza dei fenomeni sembra essere appena all’inizio…

Yamaha osservata speciale

La stagione 2017 si preannuncia una lunga ed estenuante sfida tra i due giovani spagnoli (24 contro 21 anni). Studiare l’avversario fa parte del gioco. “C’è stato un certo divario. Poi sono stato in grado di recuperare questo gap – ha raccontato il fenomeno di Cervera -. L’ho seguito due giri ed è stato interessante… La sua moto era molto stabile nelle curve veloci come in curva 1 e 8. La nostra moto è più nervoso, ma ogni volta che siamo venuti qui abbiamo lo stesso problema. Stiamo lavorando duramente per risolvere il problema. Yamaha è una moto davvero stabile, ma naturalmente lui era veloce”.

Sarà una battaglia di velocità e di nervi, ma certamente leale. D’altronde Marc Marquez è sincero e non nega l’evidenza. “E’ come l’anno scorso, Yamaha è una moto che non ha alcuna forza particolare, ma è molto completa”. Probabilmente un sogno lontano da raggiungere in un futuro prossimo, perchè i grandi campioni sono restii a rimanere sempre in sella alla stessa moto.

 

Luigi Ciamburro