L’Unione Europea indagherà sulla F1

F1 Abu Dhabi (©Getty Images)

Nel 2017 la F1 figurerà tra i 184 punti da discutere all’interno dell’Unione Europea. Il motivo. La spartizione dei proventi. Convoglianti in larga parte nelle tasche dei big.

Il Parlamento ha infatti accettato la richiesta avanzata da Anneliese Dodds.  La rappresentante inglese che aveva raccolto nel 2015 le lamentele di Sauber e Force India. Entrambe critiche verso il metodo utilizzato dalla massima serie.

La conferma dell’inserimento del Circus tra i temi cardine dell’Unione è arrivata questo martedì. Al termine di una votazione che ha visto: 476 sì, 156 no e 86 astensioni.

“Sono contenta che il Parlamento Europeo abbia accettato di indagare su questo pratiche antisportive” – ha dichiarato a motor1.com la laburista Dodds.

“La Manor Racing è stata solo l’ultima scuderia del sud est dell’Inghilterra a chiudere. E questo per l’impossibilità di trovare un compratore. I team piccoli sono ingiustamente penalizzati. Anche se terminano ogni gara in fondo al gruppo i ricchi ricevono di più”. Ha argomentato. “Qui comunque siamo ben al di là di un semplice problema di spartizione delle quote. Le preoccupazioni riguardano anche l’accordo con l’Agenzia delle Entrate Britannica che consente alla F1 di pagare il 2% di tasse”.

“Inoltre vi è un chiaro conflitto di interessi nella vendita del brand alla Liberty Media. In pratica la FIA, che doveva essere l’ente vigilante, per far andare a buon fine l’atto ha ricevuto 79,5 milioni di dollari”. Ha aggiunto. “Il nostro compito, ora, dovrà essere quello di assicurarci che non si perdano più posti di lavoro dalle alte competenze in questo settore. E altresì che non si renda uno sport seguito da 500 milioni di tifosi meno competitivo”.

In caso di comprovata colpevolezza di abuso di potere da parte dei vertici del Circus, l’Unione Europea procederà con una multa da oltre un miliardo di sterline. Pari al 10% del volume d’affari.