MotoGP: polemiche sulla doppia carenatura Yamaha

Alette interne Yamaha
Alette interne Yamaha (©Getty Images)

A Sepang Yamaha ha mostrato la nuova carenatura con alette integrate. Una possibile soluzione per ovviare al divieto delle winglets. Ma qualcuno del paddock MotoGP avrebbe mosso accuse di irregolarità, puntando l’indice contro un regolamento alquanto ambiguo.

Ducati aveva investito soldi e denaro sulle alette aerodinamiche, ma presunte questioni di pericolosità, avanzate in particolar modo dalla Honda, hanno spinto la Dorna a vietarne l’uso. Il direttore tecnico MotoGP Danny Aldridge ha promosso l’invenzione del team Movistar Yamaha, ma secondo SportRider qualcuno avrebbe opposto delle obiezioni suscitando polemiche ai box.

La soluzione del team Yamaha, ma non solo, prevede una doppia carenatura con ali integrate all’interno. Dopo un controllo finale con i collaudatori Kohta Nozane e Katsuyuki Nakasuga, le nuove carene sono state montate sulle YZR-M1 di Rossi e Viñales. Immediatamente alcuni costruttori hanno chiesto spiegazioni e sventolato ipotesi di illegalità su queste carenature.

La zona grigia del regolamento

Come si può vedere nelle foto, si tratta di una carenatura esterna attaccata alla carena stessa. Tra le due parti ci sono una serie di deflettori che convoglia l’aria, presumibilmente per ottenere un carico aerodinamico simile a quello generato dalle alette ormai proibite. Come si potrebbe definire la nuova carenatura vista sulla M1 nei test in Malesia? Possono paragonarsi ai canali di flusso d’aria presenti sulla carrozzeria di una macchina di F1? O è semplicemente un pezzo aggiunto e imbullonato alla carenatura?

La definizione è importante, perché a seconda dell’interpretazione data, si può violare l’articolo 2.4.4.7, comma 8, del Regolamento FIM MotoGP che afferma: “I pezzi aerodinamici mobili sono proibiti”. Un costruttore ha portato rapidamente la questione ai funzionari IRTA per saperne di più sulla validità delle carene. Bisogna capire se una parte esterna che si avvita alla carenatura per generare carico aerodinamico è considerato “un pezzo aerodinamico mobile” oppure no.

Come riportato dal magazine SportRider un manager di una squadra avrebbe affermato: “Questo accade scrivendo regole che sono ambigue come quelle precedenti… E’ una regola di merda”. Sia come sia, la polemica è sul tavolo e si concluderà solo alla vigilia del primo Gran Premio in Qatar. Fino ad allora sarà una guerra di “carte bollate” dietro le quinte.

L.C.